Mediaset, il mistero (leggasi buco) dei palinsesti
Ai vari personaggi annunciati tagli nei budget causa calo pubblicitario e intanto l'autunno resta in altomare Che succede a Cologno? C'è qualcosa che non quadra nei comportamenti di Mediaset: solitamente tra fine maggio e inizio giugno i palinsesti delle tre reti del Biscione si potevano considerare già strutturati e definiti, insomma pronti per essere presentati agli investitori pubblicitari. Invece quest'anno ci stiamo avviando verso metà giugno e tutto sembra essere ancora in altomare. E non si può nemmeno dire che Piersilvio Berlusconi (foto a sinistra) e i suoi collaboratori stiano aspettando di conoscere le mosse a sorpresa della Rai per adeguare il tiro, perché tutto sommato i palinsesti autunnali del Cavallo sono fatti e non presentano queste grandi novità, se non forse per quanto riguarda Rai Due (Santoro su tutti). Per esempio l'ammiraglia Rai Uno avrà come evento (!) lo show di Gianni Morandi e il ritorno della Carlucci con Ballando con le stelle, mentre la fiction ormai è avviata sul binario tradizionale.
E allora cosa aspetta Mediaset a definire i propri programmi? In realtà a Cologno regna grande la confusione. Molte delle stelle di Canale 5, ad esempio sarebbero ancora fra color che son sospesi, in altre parole non conoscono ancora i rispettivi destini. Non si sa ad esempio c ome saranno spalmati i programmi di Maria De Filippi; Gerry Scotti non sa ancora se farà Controcampo e nulla si conosce circa l'eventuale spostamento di Serie A, che dovrebbe andare a Sandro Piccinini, da Canale 5 a Italia 1. Lo stesso Maurizio Costanzo, dopo le recenti polemiche che sembravano rientrate, non conosce il proprio destino e per martedì 20 giugno ha convocato una conferenza stampa dove annuncerà che ha raggiunto l'accordo con l'azienda oppure che lascerà Mediaset.
A tutti il ritornello che viene proposto è che, a seguito del non raggiungimento degli obiettivi di ascolto sia della passata stagione autunnale che della più recente primaverile, gli introiti pubblicitari avrebbero subito una contrazione del 12% rispetto alle previsioni aziendali e, di conseguenza, a tutte le reti e alle varie produzioni verranno imposti drastici tagli di budget, Matrix compreso. Ma l'impressione generale è che vi sia sotto qualcosa di più grosso di cui sarebbero a conoscenza solo i massimi vertici. In altre parole si fa riferimento a previsioni di budget ben più negative di quelle che vanno circolando e che dunque Berlusconi jr & Company siano alle prese con una quadratura del cerchio difficile da realizzare. L'ipotesi più ricorrente è che il Digitale terrestre, che per Mediaset funziona essenzialmente come pay tv, non abbia dato gli introiti previsti, a fronte di esborsi cospicui affrontati soprattutto per il calcio.
Vere o verosimili che siano queste voci, il dato di fatto sta nella totale mancanza di certezze che coinvolge tutti, a cominciare dai volti principali che nel recente passato hanno determinato i successi delle reti Mediaset.