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venerdì, 07 luglio 2006

LIBERANTI

La prima docu-fiction ambientata nel carcere di Rebibbia



Se c’è un luogo in cui si parla molto di libertà è il carcere proprio perché in quel luogo la libertà è assente. Qui alla libertà non si attribuisce un significato simbolico; qui la libertà è espiazione, ricordo e infine agognata riconquista.


Ogni mercoledì alle 21.55 FOXCRIME (canale 112 di Sky) presenta in anteprima assoluta “Liberanti” la docu-fiction scritta da Matilde D’Errico e Maurizio Iannelli con la collaborazione di Paolo Santolini girata nel carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso. In 10 puntate, Liberanti racconta il passaggio di un gruppo detenuti dalla vita dietro le sbarre alla libertà, l’impatto di ognuno di loro col mondo esterno, l’attesa, la trepidazione per quel fatidico giorno.
 
Francesco, Raimondo, Luca e Andrea sono alcuni dei protagonisti delle puntate. Dopo un lungo periodo di detenzione stanno per uscire dal carcere di Rebibbia. Uomini che hanno pagato il loro prezzo alla giustizia, ma non sono ancora del tutto liberi: sono appunto dei Liberanti.
 
La serie ripercorre i loro ultimi giorni di detenzione, i sogni, le paure e le aspettative di questi uomini sospesi tra la vita del carcere e la vita esterna. Le telecamere accompagneranno ogni “liberante” fino alla soglia della “porta carraia” di Rebibbia, l’enorme portone di metallo che si chiuderà alle loro spalle, e seguiranno la ripresa della vita fuori dal carcere, le tentazioni del passato e le difficoltà del reinserimento in società.
 
Al centro del racconto c’è anche la vita dei detenuti nella propria cella. Fare un nodo particolare alle lenzuola perché sul letto della propria cella si vive tutto il giorno, cucinare gli spaghetti con un fornelletto a gas, fare una partita a briscola, poter fare la spesa in alcuni giorni della settimana, scrivere una “domandina” anche solo per l’acquisto di un profumo. Gesti quotidiani che raccontano bene cos’è il carcere.
 
Con un profondo senso del rispetto che sempre si rivolge a chi soffre nell'anima (così come a chi soffre nel corpo), Liberanti presenta la realtà della vita carceraria senza però lasciare traccia di quella ambigua diffidenza verso chi ha sbagliato.


lunedì, 12 giugno 2006

Animal Planet presenta...

La grande corsa
nella Savana

La serie in tre episodi, “LA GRANDE CORSA NELLA SAVANA” in onda su Animal Planet a partire da ieri, mostra un evento unico nel suo genere: in natura ogni anno, tra giugno e agosto, si tiene una corsa affollatissima, alla quale prendono parte oltre 1.400.000 animali di tutti i tipi. Si tratta della migrazione annuale attraverso le pianure d’Africa (dalla Tanzania al Kenia) di prede e predatori, riprese con tecnologie avanzate come quelle del Tour de France.

“LA GRANDE CORSA NELLA SAVANA” è il primo reality show di vita selvaggia mai trasmesso prima in TV.
Nei tre episodi si possono seguire corse tra animali come se fosse un evento sportivo. In realtà, è uno dei fenomeni più incredibili e misteriosi in natura: la grande migrazione degli gnu. Un evento sorprendente che vede milioni di partecipanti correre una corsa frenetica di ottocento chilometri dalla Tanzania al Kenia.

La serie seguirà le prove e le tribolazioni quotidiane di circa quindici personaggi principali – gnu e zebre – che sono stati identificati dagli scienziati come quelli che più probabilmente saranno in grado di far fronte alla sfida. Oltre a questi, ci saranno cinque personaggi non protagonisti: leoni, ghepardi, iene, avvoltoi e coccodrilli. Tutti i personaggi principali saranno dotati di monitor GPS in miniatura grazie ai quali potranno essere seguiti entro un raggio di un metro qualunque siano le circostanze.
La domanda è: quale tra i quindici principali concorrenti è più probabile che vinca la corsa? il giovane maschio che sprizza energia da tutti i pori? Il vecchio e saggio veterano? La femmina con il cucciolo appena nato sotto l’occhio più che vigile del branco? Chi attraverserà la linea del traguardo sano e salvo? E chi invece no? A questo punto, è tutto da vedere ...
Per catturare l’azione sulla videocamera, sono state usate attrezzature e tecniche simili a quelle utilizzate per seguire i principali eventi sportivi, come la corsa della Parigi-Dakar. Il documentario permetterà di seguire più personaggi in tempo reale e in contemporanea (usando attrezzature di ripresa multiple, localizzazione satellitare degli animali, riprese aeree da un’altitudine alta e bassa, videocamere termiche e a infrarossi, elicotteri, videocamere robot, ULM, un dirigibile, ecc.).
La grande corsa della savana combina tutti gli ingredienti di un programma televisivo di grande successo: forti emozioni, dramma, mistero e intrigo, imprese eroiche e prodezze senza precedenti.

LA GRANDE MIGRAZIONE

3.000 leoni, 7.000 iene, 1 milione di gnu, 500.000 gazzelle di Thomson e 200.000 zebre prendono parte a “LA GRANDE CORSA DELLA SAVANA “.
Questa coorte di animali e il suo seguito di predatori si riversano come lava fusa attraverso uno dei panorami più belli al mondo, lasciando sulla propria scia veri e propri sfregi alla vegetazione.

UN’ALTALENA DI EMOZIONI INTORNO A UNA SAGA EPICA

Saremo testimoni della nascita di più di 400.000 cuccioli e della loro successiva partenza diverse settimane dopo per un viaggio pieno di pericoli. Più di 250.000 animali moriranno lungo la via per semplice sfinimento. Altri cadranno nelle grinfie dei grandi felini o saranno confinati e calpestati dal branco che avanza. E tra quelli che cadranno lungo il ciglio della strada, vedremo cuccioli neonati e forse alcuni dei personaggi avvincenti che abbiamo portato nei nostri cuori dall’inizio dell’avventura.

Scopriremo i numerosi rischi in questo lungo viaggio migratorio, tra cui fiumi come il Grumeti nel corridoio occidentale del Serengeti. Portati da una forza tangibile ma inspiegabile, le zebre, le gazzelle, e gli gnu balzano sui letti dei fiumi improvvisamente trasformati, con l’aiuto dei coccodrilli, in macabri cimiteri. Filmeremo scene emozionanti di vita e di morte: una vertiginosa e strabiliante successione di immagini.

UN EVENTO SENZA PRECEDENTI

Questa massa confusa di animali può percorrere più di cinquanta chilometri al giorno. Gli gnu femmina possono controllare il processo della nascita il che significa che possono deliberatamente ritardare il parto se sono minacciate da un predatore. In piedi dopo tre minuti dalla nascita (rispetto ai venti minuti per gli altri erbivori), i cuccioli di gnu sono i più precoci della loro specie. Sono in grado di correre per più di cinquanta chilometri in un’ora a solo una settimana dalla nascita e possono stare al passo con le prime colonne migratorie che possono arrivare fino a venti chilometri di lunghezza...

ANCORA UNA FONTE DI MISTERO

Come è possibile che la maggior parte degli gnu femmina partorisca circa nello stesso periodo di tre settimane dell’anno ? Che cosa fa sì che gli animali migratori si riuniscano nel primo posto? Quale segnale misterioso dà inizio alla vera e propria partenza? Come mai gli gnu possono sentire la pioggia fino a ottanta chilometri e arrivare in tempo per trovarsi sotto un acquazzone? Come mai nonostante la caccia di frodo e lo sfruttamento intensivo della prateria, la popolazione degli gnu è riuscita ad aumentare da 120.000 gnu negli anni 20 a più di 900.000 oggi?


L'appuntamento si rinnova ogni domenica alle 14.00
Nell'arco di questa settimana potete trovare le repliche del primo episodio trasmesso ieri.

lunedì, 12 giugno 2006

Nel mondo sconosciuto e intrigante degli artisti del tatuaggio di Miami...

MIAMI TATTOO

Dal 17 giugno tutti i sabati alle 21:55, solo su Discovery Real Time (canale 118 di Sky) parte una serie originale che condurrà nel mondo sconosciuto e intrigante degli artisti del tatuaggio di Miami.

Negli Stati Uniti un adulto su sette sfoggia un tatuaggio. Con una popolarità in continua crescita tra gli atleti e gli sportivi, i tatuaggi sono diventati parte integrante del costume e della cultura popolare. Ma nel mondo dei tatuaggi c’è una bella differenza tra un grazioso e minuto fiorellino o un comune tribale Celtico e un lavoro complesso, stilizzato e carico di significati. E in questo programma lo spettatore potrà rendersene conto in prima persona.

Miami Tattoo riunisce una comunità di tatuatori che hanno imparato l`arte del tatuaggio a South Beach . Poi hanno preso strade diverse: chi a Los Angeles, chi a New York, tutti sono diventati famosi per avere tatuato personaggi celebri capaci di aspettare mesi interi per essere tatuati da questi maestri.

Ora, 10 anni dopo, tornano a casa, a Miami in Florida, per aprire un negozio insieme e insegnare la tradizione del tatuaggio a una nuova generazione di artisti. A loro modo. Non si tratta solo di un lavoro, ma di uno stile di vita. I quattro artisti, Ami James, Chris Nunez, Chris Garver e Darren Brass, tutti dotati di un indiscutibile talento di classe mondiale e di personalità effervescenti, non solo lavorano ma vivono anche insieme. Miami Tattoo ve li farà conoscere da vicino, seguendoli dentro e fuori dal loro laboratorio dal mattino alla sera, ma anche nelle feste e nelle nottate passate insieme, in cui è evidente il loro cameratismo e spirito di fratellanza.

Con loro anche un apprendista, Yoji Harada, che condivide lavoro e passione cercando di assorbire al massimo la conoscenza e l’esperienza dei suoi maestri, e al tempo stesso di soddisfare ogni loro bisogno, desiderio e capriccio, così che un giorno potrà lui stesso iniziare e condurre seriamente la propria attività di tatuatore.

Miami Tattoo conduce per la prima volta lo spettatore in questo mondo intrigante e sconosciuto, un mondo fatto di fantasia, colore, e anche dolore, il mondo degli artisti del tatuaggio.

La serie non si limita a mostrarci i tatuatori al lavoro, perché in Miami Tattoo ogni tatuaggio ha una storia da raccontare, una ragione d’essere e una relazione molto particolare con il proprio proprietario. Tra i clienti dei nostri artisti troviamo di tutto, novellini diciottenni e casalinghe dei sobborghi, attori famosi e professionisti inamidati.

La storia di ogni persona che si fa tatuare e del tatuaggio che prenderà forma è sempre emozionante e coinvolgente. Nel primo episodio ad esempio si vedrà un tatuaggio a memoria di un fratello morto, un tatuaggio che deve rappresentare l’alter ego di una drag queen, o uno a memoria della patria di un famoso surfer, solo per citarne alcuni. Molte persone si fanno un tatuaggio per rappresentare ed imprimere per sempre momenti o eventi emblematici e fondamentali della propria vita.

Miami Tattoo offre una prospettiva privilegiata per conoscere da vicino ognuno dei clienti dei tatuatori, scoprire il tatuaggio che desiderano e svelarne le emozioni e i segreti che li hanno ispirati.

 


domenica, 04 giugno 2006

BESTIE DI SATANA
Lo scorso venerdì su Fox Crime (Sky 112) è andato in onda in prima tv Bestie di Satana, un documentario curato da Fabrizio Rondolino e Simona Ercolani che tenta di indagare sulla setta di satanisti che il 17 gennaio 1998 hanno ucciso nel bosco di Somma Lombardo  (Varese) Fabio Tollis e Chiara Marino.

Gli assassini sono tutti giovanissimi: Mario Maccione, il miglior amico di Fabio, Nicola Sapone e Andrea Volpe e facevano parte di una sedicente setta dal nome "Le Bestie di Satana". I tre utilizzano 2 coltelli e una mazzetta da carpentiere per l'omicidio e seppelliscono i corpi nel bosco in una fossa profonda 2 metri. Per sei lunghi anni, le indagini non riescono a far luce sull'accaduto. Nel 2004 la setta uccide di nuovo: la vittima è Mariangela Pezzotta ex fidanzata di Andrea Volpe, una ragazza che “sapeva troppo”. Ma questa volta il delitto perfetto non riesce. Indagando sull’omicidio, i magistrati scoprono l’esistenza del gruppo di satanisti. Andrea Volpe finisce in carcere e dopo qualche tempo decide di pentirsi, consentendo così di rintracciare gli altri appartenenti alla setta.

A
ttraverso la testimonianza del padre di una delle vittime, immagini di repertorio e interviste inedite,
Bestie di Satana ricostruisce l'inquietante vicenda della setta. Tra le interviste preziosa è quella ad Andrea Volpe che racconta le motivazioni e gli scopi della setta, le attività per le quali si riuniva ed il sacrificio umano concepito dagli adepti come punto massimo di espressione della loro fedeltà a Satana. Il padre di Fabio Tollis ripercorre invece i suoi sei anni di calvario. Un periodo buio in cui, dopo la perdita del figlio, per raccogliere informazioni e riuscire a scoprire qualcosa si fingeva satanista, travestendosi e mescolandosi negli ambienti frequentati dalle sette sataniche.

Alla ricostruzione della vicenda, attraverso le interviste incrociate segue l'emozionante faccia a faccia avvenuto in carcere tra Michele Tollis ed Andrea Volpe. Un confronto duro e carico di tensione. Il padre di Fabio cercherà di chiarire alcuni dubbi che ancora lo tormentano. Ascolterà le parole e la richiesta di perdono da parte di Andrea, una richiesta a cui è ancora troppo prematuro fornire una risposta.

Il documentario, per chi se lo fosse perso in prima visione, è in replica questa sera alle 21.55. Registratori avvisati!

domenica, 04 giugno 2006

Il dottor Marsden risponde a quesiti sul nostro organismo

Body Hits

Il nostro corpo viene sottoposto ogni giorno a continue sollecitazioni che possono, con il passare del tempo, provocare dei danni al nostro organismo.

Stress, diete forzate, alcool, sostanze stupefacenti e problemi sentimentali sono solo alcuni degli elementi oggetto di indagine da parte dello psicologo, il dottor John Marsden.

I danni causati da queste sollecitazioni sono reversibili? Come reagisce il nostro organismo a tutto ciò? A queste domande, e ad altre ancora, risponderà il dottor Marsden nella serie della BBC Body Hits in onda su Planet (numero 828 di Sky) a partire da martedì 6 giugno alle 22.00.

Dall’incontro tra la psicologia e la biologia scopriremo cosa porta all’innamoramento, come mai siamo attratti da alcune persone e non da altre, che cosa cerchiamo nel partner ideale e perché incontriamo sempre maggiore difficoltà ad esprimere le nostre opinioni non riuscendo a dire di no a qualcosa o a qualcuno.

Analizzeremo come le conseguenze legate allo stress - notti insonni, difficoltà ad avere figli, comportamenti aggressivi - costituiscano una minaccia per la salute e per il nostro benessere psico-fisico. Con l’ausilio del computer svilupperemo dei grafici in grado di mostrarci come reagisce il nostro corpo a queste sollecitazioni soffermandoci sulle conseguenze di una delusione d’amore, di una separazione o ad una disintossicazione.

Insomma, un’analisi scientifica ma anche culturale che ci aiuterà a riflettere su come migliorare la qualità della nostra vita.


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In questo pezzo si è parlato di: televisione, documentari, sky , satellite, planet, digicast
giovedì, 01 giugno 2006

Identità tradita, su Planet

Mercoledì 7 giugno alle 22 su Planet (numero 828 della lista Sky) va in onda una straordinaria e al tempo stesso inquietante storia.

Era il 1965 quando in una cittadina canadese Janet Reimer diede alla luce due gemelli entrambi di sesso maschile, Bruce e Brian. All’età di sei mesi Bruce viene circonciso ma l’operazione, eseguita male, provoca al neonato una grave menomazione. Il dottor John Money, noto psicosessuologo americano, offre alla famiglia il suo aiuto. Negli anni Cinquanta il dottore aveva infatti sviluppato la cosiddetta “teoria della neutralità” secondo la quale alla nascita non c’è alcuna distinzione nei cervelli di sesso diverso: gli elementi che provocano la differenziazione non sono i geni o gli ormoni ma gli input esterni raccolti nei primi mesi di vita. Per evitare a Bruce il grosso trauma a cui sarebbe andato incontro da adulto il dottor Money decide, d’accordo con la famiglia del piccolo, di applicare la sua teoria.

Money e la sua equipe cambiano chirurgicamente sesso a Bruce facendolo diventare Brenda e danno alla famiglia istruzioni ben precise, ovvero quelle di far crescere Brenda come una normale bambina. Ma la realtà purtroppo fu ben diversa...

Una storia complessa e piena di sofferenza che mette in evidenza come la natura e la psiche umana sia più complicata di quanto si possa immaginare.

mercoledì, 10 maggio 2006

Quando la realtĂ  supera la fiction

Discovery Channel lancia: «Scene dal crimine»

‘La realtà è più bizzarra della fiction’: così è stato annunciato il nuovo posizionamento di Discovery. “Siamo stati l’unico paese europeo – ha affermato Claudio Scotto di Carlo, direttore di Discovery Channel - a lanciare il riposizionamento in anticipo di tre mesi con gli spot che hanno visto protagonisti Laura Morante e Sergio Rubini al cinema e sui canali della piattaforma Sky dal 10 dicembre al 15 gennaio scorsi. E dal primo marzo sono partiti i nuovi ident, con scene di vita vera riprese dalla macchina da presa, per sottolineare che la realtà è il comun denominatore che affascina tutti e per evidenziare che un buon documentario ha lo stesso valore di un film o di un telefilm: Discovery mantiene il suo interesse sulla tecnologia, ma sposta la sua attenzione sull’uomo che l’ha costruita. Il target rimane principalmente maschile (con il ‘cuore’ nella fascia d’età 22-39), ma teniamo conto anche della buona di pubblico femminile, in particolare con gli speciali dedicati al crimine”.
Discovery dedica infatti ogni giovedì a una ‘Serata del crimine’, dalle 21 alle 24. E al Telefilm Festival è stata presentato in anteprima il factual Scene dal crimine, sei puntate in prima tv alle ore 22 a partire dal 15 giugno: ogni episodio ricostruisce un delitto prendendo ispirazione delle vere indagini.
A settembre, invece, dagli Usa arriverà Should be not alive (titolo provvisorio italiano: Vivo per miracolo), in cui persone sopravvissute a incidenti ricostruiscono le loro vicende con interviste e vere e proprie fiction dove ‘recitano’ loro stessi.


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In questo pezzo si è parlato di: televisione, documentari, sky , satellite
lunedì, 08 maggio 2006

Alla scoperta del continente africano


AFRICA TRECK
14.000 Chilometri a piedi alla scoperta del continente africano

Una straordinaria traversata a piedi dell’Africa da sud a nord, un viaggio alla scoperta delle straordinarie bellezze del contenente africano con tutte le sue contraddizioni. Tutto questo è AFRICA TREK, la serie in 12 episodi in onda su Adventure One (Sky, canale 405) ogni mercoledì alle 23.00.

Protagonisti di questa avventura sono Sonia e Alexandre Poussin, una coppia di viaggiatori francesi che dopo anni di preparativi hanno realizzato il loro più grande sogno. Un sogno durato oltre 3 anni: tanto ci è voluto alla coppia per risalire, rigorosamente a piedi, tutto il continente africano dal Sud Africa al lago di Tiberiade muniti solo di un paio di zaini leggeri, una coppia di bastoncini da hiking e una piccola telecamera digitale.

1 gennaio 2001: Sonia e Alexandre partono dal Capo di Buon Speranza. Il loro obiettivo è attraversare l’Africa da sud a nord, fino al Lago Tiberiade. Nei 3 anni di viaggio hanno attraversato 10 stati: Sud Africa, Lesotho, Zimbabwe, Mozambico, Malawi, Tanzania, Kenya, Etiopia, Sudan, Egitto ed Israele.

E’ difficile descrivere la fatica e i pericoli che hanno corso Alexandra e Sonia affrontando ostacoli di ogni sorta. Ma è anche più difficile raccontare l’incredibile generosità, ospitalità e solidarietà mostrata loro dalle persone che hanno incontrato durante il tragitto. I due hanno evitato le rotte commerciali per cercare il vera natura dello spirito africano lungo i sentieri non ancora battuti dal turismo di massa.

Africa Treck è anche un viaggio simbolico sulle tracce degli antichi ominidi che hanno popolato il continente: un viaggio a ritroso per coprire le origini dell’uomo. Avvalendosi della collaborazione di paleo-antropologi, archeologi ed etnologi, Alexandra e Sonia hanno infatti ripercorso le rotte migratorie dei primi ominidi che 3 milioni di anni si sono spinti fuori dall’Africa colonizzando gli altri continenti.

Da questa incredibile avventura, e dal ricchissimo materiale video e fotografico raccolto, sono stati tratti 2 libri di successo e la serie tv “Africa Trek” proposta in anteprima per l’Italia da Adventure One.

lunedì, 08 maggio 2006

Un film-documentario, una storia vera

Maschio, Bianco, Sconosciuto
Immagina di svegliarti una mattina e di non sapere chi sei. Immagina di non avere più alcun ricordo del tuo passato. Immagina di dover riscoprire tutto il tuo mondo a partire dalla tua famiglia e dai tuoi migliori amici. Tutto questo è accaduto a Douglas Bruce e ripreso in questo film.

Lunedì 15 maggio alle ore 21.00 su Cult (canale 142 di Sky) va in onda, in anteprima italiana, MASCHIO, BIANCO, SCONOSCIUTO di Rupert Murray, un film-documentario, o meglio, una storia vera. Una sera di luglio del 2003 Douglas Bruce, trentasettenne inglese trapiantato a New York, lascia il suo appartamento. La mattina dopo si ritrova sulla metropolitana in direzione di Coney Island, completamente privo di memoria. MASCHIO, BIANCO, SCONOSCIUTO, segue la vita di Douglas nei 10 mesi successivi la sua totale amnesia, fra tentativi di ricostruzione del passato ed esperienze di riscoperta del mondo. Il titolo – Maschio, Bianco, Sconosciuto - è la scritta sulla fascetta che gli mettono al polso nell’ospedale psichiatrico di Coney Island, dove viene accompagnato dalla polizia, prima che venga identificato grazie a un numero di telefono che ha in tasca. Da questo momento Douglas deve ricostruire tutto il suo passato, rincontrare la propria famiglia e imparare di nuovo la storia del mondo.

MASCHIO, BIANCO, SCONOSCIUTO, che è stato presentato nella Selezione ufficiale al Sundance Festival, al London Film Festival, al Los Angeles Film Festival e al Sydney Film Festival 2005, è uscito in febbraio nelle sale americane e ad aprile in quelle inglesi.

Girato da Rupert Murray, regista ma prima di tutto amico di Douglas, il documentario è un viaggio commovente attraverso la riscoperta di luoghi, idee, sapori, arti, musica e film. Un viaggio durante il quale Douglas cerca di ricostruire i legami con i suoi amici, tra i quali, appunto, Murray e si innamora come se fosse la prima volta.

Trascorso un anno da quella mattina di Luglio Douglas festeggia il suo primo compleanno della nuova vita. I suoi amici sono concordi nel dire che Douglas è una persona diversa da prima, più sincera e riflessiva, ma a qualcuno manca il Douglas cinico e tagliente che conoscevano. Lui spera che la memoria non gli torni più. La sua nuova vita gli piace, ha dimostrato che si può vivere senza un passato e adesso vuole guardare soltanto al futuro.

Un documentario toccante, una storia incredibile e senza dubbio unica, raccontata dalla telecamera di Murray, ma anche dalle riprese fatte dallo stesso Douglas nei primi tempi della sua nuova vita e da filmini della sua vita passata. MASCHIO, BIANCO, SCONOSCIUTO è soprattutto una storia emozionante e coinvolgente che pone degli interrogativi universali su noi stessi e sulla nostra identità.

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In questo pezzo si è parlato di: cinema, documentari, cult, società, sky , satellite