“Abbiamo già incassato più di quello che abbiamo speso e nel 2007 faremo degli utili” ha dichiarato il vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi. Coerentemente con questa linea il Biscione vuole ora spingere sui contenuti per la sua piattaforma digitale terrestre. Per l’offerta in chiaro va avanti il progetto di lanciare un canale all news assieme ad altri editori italiani o esteri. Sul fronte dell’offerta pay sono i film (al lunedì le prime visioni al venerdì le proposte d’autore), le serie tv, i videogiochi e ovviamente ancora il calcio l’architrave di un’offerta che va sempre più allargandosi alle donne e alla famiglia (grande spazio anche ai reality). Su Mediaset Premium verranno trasmesse in diretta le 4 partite più importanti della serata e sul quinto canale 'Diretta Champions League'.
"Il calcio - afferma Marco Leonardi, direttore di Mediaset Premium - è il punto di riferimento della nostra offerta. Trasmetteremo tutte le 125 partite della Champions League, esattamente come farà Sky, mentre - ricorda Leonardi - la partita del mercoledì sarà sulla Rai che ne trasmetterà una sola a settimana".
Sui canali del digitale terrestre saranno invece trasmesse in diretta le 4 partite più importanti della serata, le due giocate dalle italiane e le altre due più interessanti. Al termine degli incontri saranno mostrati gli highlights e in differita le 4 partite non trasmesse in diretta. Il giovedì sera tornerà Pressing Champions League con approfondimenti su tutte le partite della settimana.
Mediaset Premium seguirà poi gli incontri di serie A di Milan, Inter, Roma, Atalanta e Torino e di altre squadre in via di definizione che rappresenteranno circa il 50% della serie A. Dal prossimo campionato verranno trasmesse in diretta tutte le partite in trasferta di Milan, Inter, Roma, Torino e Lazio, grazie a un accordo con La7.
La domenica pomeriggio si conferma il programma Diretta Premium che mostra le immagini alternate da tutti i campi della serie A (forse anche la Juve in Serie B).
Della serie B Mediaset Premium seguirà le partite in casa della Juventus.
NON SOLO CALCIO
Tutti i lunedì Mediaset Premium manderà film in prima visione assoluta, mentre il venerdì sarà il turno del cinema d'autore sempre in prima visione.
Il giovedì sarà dedicato alle serie tv "di culto". Da giovedì 31 agosto verrà trasmessa in anteprima la quinta serie di Smallville e la sesta serie dei Sopranos.
Tutti i giorni saranno poi trasmessi i provini per la settima edizione del Grande Fratello e del programma Il candidato che selezionerà un candidato fra i possessori della tessera Mediaset Premium.
Da ottobre inoltre, in occasione del 250esimo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart verranno trasmesse 8 opere del compositore austriaco.
Al via tivù, la nuova piattaforma unica del digitale terrestre italiano
Che Mediaset sia il broadcast più interessato al digitale terrestre lo dimostrano gli 1,6 miliardi di euro (sui 2 miliardi complessivi di tutto il settore) investiti in infrastrutture, reti e contenuti nell'arco di due anni. E' logico, dunque, che ora che si apra la partita più difficile, ovvero convertire al digitale terrestre un pubblico sempre più ampio, il Biscione decida di essere in prima linea, presentando, di fatto, i progetti editoriali più interessanti e utili alla "causa", ovvero due canali gratuiti dedicati rispettivamente a fiction e informazione. Senza per questo rinunciare alle polemiche legate allo swicth off rimandato al 2012 che, secondo il presidente Fedele Confalonieri, favorirebbe editori come Rcs MediaGroup e L'Espresso, dando loro il tempo di entrare nel mercato; e senza bloccare i progetti in pay per view, che saranno ufficialmente presentati il 25 luglio prossimo e che, secondo indiscrezioni, contemplerebbero anche l'avvio di un canale di video giochi nonché un'innovativa offerta pay per time (cioè 'paghi solo per il tempo in cui vedi'). Ma Federico Di Chio, responsabile del dtt per Rti, preferisce concentrarsi sull'offerta free. "Più che un canale di fiction - ha spiegato a Daily Media - sarà una tv dedicata alle serie, siano esse italiane o straniere, soap opera, telefilm, tv movie. Il progetto è in fase molto avanzata ma la partenza è programmata in concomitanza con l'avvio effettivo della piattaforma tivù che non dovrebbe andare oltre fine anno". Il nuovo canale, il cui nome è ancora in fase di valutazione, ospiterà soprattutto repliche di titoli che appartengono alla library Mediaset, ma ci sarà spazio per testare i nuovi prodotti per capire se una nuova serie funziona o meno. Quanto al canale di news Di Chio specifica che 'anche in questo caso siamo pronti per l'avvio entro Natale', ma la partenza probabilmente slitterà al 2007, perché 'vorremmo realizzarlo in partnership con un altro editore, magari di carta stampata, che volesse insieme a noi entrare nel business dell'informazione televisiva di alto livello'. Insomma, rispetto a RaiNews 24, ovvero il competitor diretto sul dtt, il nuovo canale dovrebbe avere "un taglio più brioso, stile Sky Tg 24, con più sport, e in più le nostre grandi firme, ovvero i direttori e gli opinionisti di Mediaset".
Una Freeview italiana è il progetto a cui stanno lavorando le imprese televisive e che servirà a superare lo stallo che vive la pay per view. L'annuncio è stato dato da Piero De Chiara, presidente Dgtvi che ha introdotto ieri pomeriggio a Napoli la seconda conferenza nazionale sul digitale terrestre dal tema "La televisione di tutti". Il modello paghi ciò che vedi è stato un successo, ha sottolineato De Chiara, il quale tuttavia ha anche aggiunto che «questi successi non sono sufficienti». «Accanto ad alcuni primati abbiamo accumulato, rispetto agli altri Paesi europei, anche alcuni ritardi - ha spiegato -. Non basta festeggiare, proprio in questi giorni, i 4 milioni di decoder terrestri venduti, che fanno dell'Italia il secondo Paese europeo; occorre guardare al dato degli ultimi mesi: oggi la vendita mensile del decoder in Italia è più lenta anche rispetto a Paesi che sono partiti dopo di noi, come ad esempio la Francia». La vendita del decoder, insomma, è troppo dipendente dalla stagionalità delle offerte pay, legate essenzialmente al campionato di calcio con Mediaset e La7. «La media senza contributi è 100 mila decoder al mese. Nei mesi più fiacchi si vendono solo 50 mila decoder, un numero che non ci consente né di raggiungere gli obbiettivi fissati dalle leggi nazionali, né quelli contenuti nelle raccomandazioni comunitarie. Occorre un deciso cambio di passo».
Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e tv locali si uniranno per una piattaforma comune del digitale terrestre aperta a tutti gli operatori basata su un'offerta gratuita. Più intrattenimento, più informazione, più sport, funzioni interattive e nuovi canali. Il progetto si chiama Tivù, e verrà lanciato con il placet del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che parla del 2012 come data realistica per il passaggio alla nuova tecnologia.
Intanto per le prossime settimane Gentiloni annuncia la creazione di un "organismo pubblico che funga da cabina di regia" con porte aperte non solo ai soci della Dgtv "cui sarà assicurata una posizione fondamentale come a tutti i soci dei club, ma anche auspicabilmente ad altri editori e ai consumatori". In questo modo il governo esplicherà quella "funzione di coordinamento del sistema che gli compete", ha sottolineato il ministro.
Il ministro invita tutti con forza al realismo: chiusa la politica degli incentivi all'acquisto dei decoder, anche perché vietata dalla Ue, il digitale terrestre rischia la stagnazione. Il "cambio di rotta" passa attraverso il lancio di una nuova offerta gratuita, "più attraente e più forte", che dovrà vedere la Rai in prima linea, visto anche l'obbligo da servizio universale che le compete.
Con il responsabile del digitale terresrre Federico Di Chio, Mediaset annuncia subito la nascita di due nuovi canali, uno dedicato alla fiction e l'altro all news, sul modello anglosassone, ma chiede anche "scelte politiche forti e un progetto organico" per il digitale terrestre.
Al direttore generale di Viale Mazzini Claudio Cappon, che chiede un "sano dirigismo" e definisce "scontato l'aumento del canone" per mettere l'azienda in condizioni di sostenere la nuova sfida, Gentiloni risponde indirettamente che l'esecutivo è pronto a svolgere "una parte fondamentale", attraverso il contratto di servizio e attraverso il canone.
Anche da Riccardo Perissich, presidente di Telecom Italia Media, viene ribadita la richiesta di un "percorso credibile", soprattutto se "si vogliono attirare capitali stranieri. So bene - ha detto - che le strategie sul digitale terrestre sono legate al riassetto generale del sistema televisivo: del resto, non abbiamo mai guardato con particolare entusiasmo alla legge Gasparri e al Sic, in particolare alla norma asimmetrica che abbassa dal 20 al 10% il limite anticoncentrazione per il nostro gruppo. Quello che ci interessa di più nella riforma del sistema tv è la rapidità dei tempi e la larghezza del consenso: nulla sarebbe peggio di un'altra legislatura spesa in una guerra delle televisioni. Altrimenti gli investimenti non arriveranno e il sistema resterà ingessato".
"Sull'ingresso del digitale si rischia di rimettere indietro le lancette dell'orologio e il pretesto non è tecnico". Lo ha detto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Per Confalonieri è necessario trovare "una data ragionevole perché tutti abbiano il digitale, ma ci deve credere davvero chi governa e chi ha le redini del sistema televisivo". "Noi ci crediamo - ha assicurato - perché abbiamo messo un miliardo e 600 milioni in tecnologia, hardware e l'acquisto di diritti e così via, sulla base di una legge, questo perché c'era una previsione da parte dello Stato che risaliva a un governo di centrosinistra. Ora se tutto viene diluito e se il pretesto non è tecnico, ma quello di rimettere indietro le lancette dell'orologio e di restare nell'analogico perché in tal modo si può favorire qualche nuovo entrante".
Che gli investitori abbiano bisogno di certezze è stato ribadito anche dal finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar: "Ci vuole serietà, è necessario un percorso certo, altrimenti non è possibile disegnare business plan e realizzare nuove reti e contenuti". E ancora. "L'Italia - ha detto Ben Ammar, rivolgendosi in particolare al ministro Gentiloni - è un Paese aperto, liberale, pluralista. Non fate marcia indietro. I governi devono aiutare a costruire il digitale terrestre gratis".
Tullio Camiglieri, responsabile comunicazione di Sky, ha lanciato la proposta di "costringere i costruttori a inserire nei nuovi apparecchi tv il sintonizzatore del digitale terrestre, come sta già accadendo negli Stati Uniti". Altra proposta di Camiglieri, "trasformare DGTVi in Italia digitale, un'associazione aperta a tutti gli operatori, insieme al ministero, affinché tutte le piattaforme collaborino per lo sviluppo del digitale nel nostro Paese, così come è successo in Inghilterra dove è nata UK Digital".
Per uscire dal loro ruolo di cenerentola, le tv locali chiedono "interventi di riequilibrio del mercato analogico, favorendo gli investimenti pubblicitari anche sulle piccole emittenti": in questo modo, è tornato a sottolineare Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo, "potranno essere individuate soluzioni che consentano alle tv locali di continuare ad operare e di svolgere non solo un ruolo da fornitore di contenuti, ma anche da operatore di rete".
Telecom Italia Media, attraverso la sua controllata al 100% Telecom Italia Media Broadcasting, e il Gruppo Sitcom hanno siglato un accordo in base al quale, dal prossimo settembre, Telecom Italia Media Broadcasting ospiterà sulla propria piattaforma digitale un nuovo canale televisivo, “SitcomUNO”, realizzato da Sitcom, il gruppo editoriale italiano indipendente specializzato nella ideazione e produzione di canali tematici. “SitcomUNO” sarà un canale generalista accessibile in modalità free, dedicato alla famiglia e con un’attenzione particolare al pubblico femminile. I programmi saranno caratterizzati da una forte attenzione ai contenuti, da un linguaggio televisivo innovativo e da format originali e inediti.