La presentazione dei palinsesti autunnali della Rai che si è svolta nel week end scorso a Cannes (io non ho mai capito perché proprio a Cannes ma prima o poi qualcuno me lo saprà spiegare) ha suscitato non solo interesse e soddisfazione, ma entusiasmo, euforia e momenti di vera commozione. I motivi di un simile clima sono più che comprensibili. Siamo di fronte a una svolta storica. D'altronde nelle vicende di questa strana azienda in questo strano paese, le svolte storiche abbondano. Una ogni cinque anni è garantita, ma di solito si riesce a farne anche qualcuna in più; il che, per essere una roba da consegnare direttamente alla storia, è davvero da record. Ma questa volta a dare un bell'aiuto alla portata storica del cambiamento ci ha pensato la cronaca, la più bassa delle cronache, quel misto di nera e rosa che, proprio in questi ultimi giorni, ci ha spiattellato l'immagine della Rai del centrodestra come una grande "vallettopoli". Una parentesi: ma chi riuscirà a spiegare ai brillanti giornalisti coniatori di neologismi, che il suffisso "poli" di origine greca indica una città, un agglomerato e non ha in sé connotazioni negative o spregiative? Per cui "calciopoli" non designa affatto un calcio corrotto e quindi non significa nulla e "vallettopoli" può al massimo far pensare a un'eccessiva presenza di vallette, senza escludere che possano essere capaci e meritevoli.
Ancora da definire il progetto della Rai di riportare Fiorello in tv . Lo showman dice che ne discutera' con l'azienda non prima dell'autunno. Da escludere in ogni caso la trasposizione 'tout court' di 'Viva Radiodue', che invece tornera' regolarmente in onda ad ottobre. Fiorello ha, di recente, spiegato che il programma 'e' troppo centrato sull'attualita'' e 'non puo' non andare in diretta'. Una sua idea 'proporre in tv l'ultimo show teatrale 'Volevo fare il ballerino', spezzato in due serate'.
Sul nuovo canale di Sky alla posizione 113, dal nome FX, va in onda da un po' di settimane ogni domenica alle 23.00 una produzione originale italiana in cui si può vedere una banda di amici in viaggio attraverso Stati Uniti, Messico, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Costa Rica. Nel gruppo ci sono Gip (Le Iene, MTV Mad), Miki e un paio di altri personaggi bizzarri.
Voglia di conoscere gente, di esplorare nuovi luoghi, di fare esperienze al di fuori dell’ordinario e di scoprire mondi lontani geograficamente e culturalmente, per poi raccontarli dal punto di vista di Gip & Co: totalmente fuori di testa.
Una gara bizzarra di skateboard, il Gay Pride californiano, l’affascinante tramonto nel deserto americano: il tutto in chiave comica e surreale.
Nei 10 episodi da 30’, che seguono il viaggio giorno per giorno, si vedono le difficoltà del viaggio, tutti gli imprevisti che possono avere i protagonisti attraversando deserti e foreste con una macchina fuori dal comune o a bordo di un motorhome fino ad arrivare alla meta prevista. Raccoglieranno le testimonianze più varie, dal surfista al coltivatore di cocaina sino addirittura al rivoluzionario. Ogni puntata non si svolge in un solo posto, ma ha uno sviluppo territoriale che può di volta in volta variare a seconda del racconto dei protagonisti.
Gip e il suo gruppo hanno girato e montato il programma durante il viaggio, hanno realizzato le grafiche e hanno inoltre scritto, suonato e cantato la sigla di Stand Up.
Lo davano già in Viale Mazzini e invece sarà forse Mediaset la sua prossima destinazione. Per Giorgio Gori, nel corso dell'ultima campagna elettorale, si prospettava una poltrona come direttore di RaiUno. Ora invece per il fondatore di Magnolia — la società che ha lanciato programmi di successo come «L'isola dei famosi» o «L'eredità» — potrebbe arrivare una telefonata decisiva da Cologno Monzese. Anche la riconferma di Maurizio Costanzo, grande amico di Gori, nei palinsesti Mediaset della prossima stagione potrebbe spianare la strada al produttore bergamasco.
La tentazione di tornare in Rai c'è stata, e lui, Maurizio Costanzo, non prova neanche a negare. «Avevo realmente pensato di andare in Rai o La7, se non avessi trovato un accordo soddisfacente con Mediaset. Maria era pronta a seguirmi, ma le ho detto di aspettare un attimo...». Un'attesa più che ripagata, almeno per Costanzo, che dopo un salutare pranzo milanese in compagnia del vicepresidente Mediaset Piersilvio Berlusconi e dei dirigenti Mauro Crippa, Alessandro Salem, Niccolò Querci e Giovanni Modina, ha trovato la collocazione che voleva all'interno del prossimo palinsesto di Canale5, andando a sostituire il tribolato "Verissimo" con un programma di taglio rigorosamente informativo, che si intitolerà romanticamente "Buon pomeriggio", proprio come la trasmissione radiofonica che Costanzo condusse 36 anni fa. «Ho deciso di riorientarmi verso progetti di tipo più giornalistico - spiega lui nella conferenza stampa organizzata nel suo quartier generale - In fondo è quello che ho sempre fatto. "Buon Pomeriggio" sarà molto legato alla cronaca e all'attualità e andrà in onda dal Parioli con la presenza del pubblico». Tutto risolto, a quanto pare, sul fronte sindacale, dopo il grido di allarme lanciato dai giornalisti del Tg5 per la perdita dello spazio pomeridiano. «Il problema è stato superato - assicura Mauro Crippa - con l'arrivo di un giornalista di antica data. La redazione di Videonews, che già aveva preso la responsabilità di quello spazio, resterà operativa e sarà al servizio di Costanzo, mentre "Verissimo" potrebbe avere un'edizione settimanale al sabato». Formalmente "Buon pomeriggio" avrà come etichetta "MCS-Videonews", nuova sigla concepita per chiarire da subito a chi spetterà confezionare il programma.
Il network statunitense 'Cbs' ha ufficialmente annunciato l'addio del suo ex anchorman Dan Rather, dopo 44 anni di carriera giornalistica nel canale tv, di cui, per anni, e' stato conduttore dell'edizione serale del telegiornale nonche' uomo immagine. Rather, 74 anni, indebolito nel 2004 da uno scandalo di false informazioni sul servizio militare del presidente americano George W. Bush, negli ultimi tempi aveva a piu' riprese lasciato intendere la sua intenzione di mollare. Rather aveva gia' lasciato la conduzione del tg serale nel marzo 2005, pur conservando un rapporto di collaborazione con il prestigioso contenitore d'informazione giornalistica '60 minutes', trasmissione di punta della 'Cbs News'. (Adnkronos)
Top of the Pops, forse il piu' celebre programma tv dedicato alla musica, chiude dopo 42 anni per calo costante degli indici di ascolto.
Mancano gli ultimi dettagli ma l'operazione sembra conclusa: Simona Ventura e' la prima grande star a ''industrializzare'' la gestione di se' e della propria immagine. Cosi' rivela il numero di ''Chi'' in edicola domani: la conduttrice di ''quelli che il calcio'' ha deciso di uscire dal giro degli agenti di spettacolo per passare, con una mossa inedita per l'Italia, in una supersquadra internazionale, il gruppo Carat, che si occupa di media, di comunicazione e di pubblicita' a 360 gradi. Agli amici fa sapere che vuole sentirsi ''piu' protetta'', ma che soprattutto ha un ''piano ambizioso a largo raggio, una strategia di comunicazione all'americana'', basata su ricerche ad hoc e progetti su misura per lei. (Adnkronos)
Ai vari personaggi annunciati tagli nei budget causa calo pubblicitario e intanto l'autunno resta in altomare Che succede a Cologno? C'è qualcosa che non quadra nei comportamenti di Mediaset: solitamente tra fine maggio e inizio giugno i palinsesti delle tre reti del Biscione si potevano considerare già strutturati e definiti, insomma pronti per essere presentati agli investitori pubblicitari. Invece quest'anno ci stiamo avviando verso metà giugno e tutto sembra essere ancora in altomare. E non si può nemmeno dire che Piersilvio Berlusconi (foto a sinistra) e i suoi collaboratori stiano aspettando di conoscere le mosse a sorpresa della Rai per adeguare il tiro, perché tutto sommato i palinsesti autunnali del Cavallo sono fatti e non presentano queste grandi novità, se non forse per quanto riguarda Rai Due (Santoro su tutti). Per esempio l'ammiraglia Rai Uno avrà come evento (!) lo show di Gianni Morandi e il ritorno della Carlucci con Ballando con le stelle, mentre la fiction ormai è avviata sul binario tradizionale.
Immaginate sette bellissime ragazze (non particolarmente brillanti) e sette intelligentissimi ragazzi (dal sex appeal non proprio dirompente) costretti a convivere nella stessa casa. Impareranno qualcosa dalle rispettive debolezze e punti di forza?