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martedì, 30 maggio 2006

Biscardi da La7 a 7 Gold

Dopo il divorzio dall'emittente di Telecom Italia Media, Aldo Biscardi trasloca con il suo 'Processo' sugli schermi del circuito nazionale 7 Gold: per la 28/ma edizione, il programma manterrà inalterata la collocazione al lunedì in prima serata. Inoltre durante i Mondiali di calcio il conduttore sarà l'ospite d'onore del programma sportivo 'Diretta Stadio', in versione speciale per l'appuntamento tedesco. La formula del 'Processo' - spiega una nota di 7 Gold - non cambierà: Biscardi continuerà a trasmettere da Roma, ma dagli studi del circuito, mantenendo un collegamento in diretta con gli studi milanesi. Confermata anche la presenza del pubblico e del 'Super Moviolone'. In occasione dei Mondiali, 'Diretta Stadio', condotto da Alessandro Biolchi, andrà in onda in prima serata tre volte alla settimana - martedì, sabato e domenica - e sarà pronto ad introdurre appuntamenti aggiuntivi se l'Italia di Marcello Lippi proseguirà nella competizione. Biscardi affiancherà il conduttore Biolchi e la sua squadra di opinionisti, tra i quali Mauro Bellugi, Ivan Zazzaroni, Pietro Anastasi, Giovanni Lodetti, Gigi Maifredi, Roberto Boninsegna e Daniele Massaro. Tra le novità del programma anche uno spazio attrezzato presso la piscina del Parco Solari a Milano: una sorta di campo da calcetto suddiviso in diverse aree dove che entrerà in collegamento con la trasmissione di Biolchi. All'interno dell'area sarà possibile seguire su un maxischermo a led (metri 10x8) tutte le partite della fase finale di Germania 2006, ma anche interagire attraverso giochi multimediali, rilassarsi, partecipare attivamente alla tifoseria, conoscere le tradizioni e le particolarità di ciascuna nazione e assaporare cibi e bevande caratteristici di ogni Paese partecipante.

Link alla pagina | commenti
In questo pezzo si è parlato di: media, televisione, la7 , aldo biscardi, 7 gold
martedì, 30 maggio 2006

Tempesta sul prossimo autunno di Canale 5

Dopo le illazioni sul prossimo palinsesto autunnale di Canale 5 da parte di Maurizio Costanzo, arrivano piccate le repliche dei comitati di redazione di TG5 e VideoNews:

I comitati di redazione del TG5 e di Videonews esprimono disappunto per le notizie apparse sulla stampa in merito alla nuova programmazione autunnale di Canale 5 che contemplerebbe lo spostamento del programma Verissimo in una fascia oraria non meglio identificata a favore di un programma giornalistico diretto da Maurizio Costanzo.
Il TG5 aveva rinunciato a questo spazio informativo per consentire all'azienda di rafforzare la parte di intrattenimento del programma. I colleghi che hanno optato di restare nella redazione di Verissimo lo hanno fatto sulla base di questo progetto.
Adesso si scopre che c'è allo studio l'ipotesi di un nuovo programma "ad alto contenuto giornalistico", affidato ad altri, la cui realizzazione si configurerebbe come un vero e proprio scippo di uno spazio informativo che apparteneva prima al TG5 e ora a Videonews.


Nonostante l'apprezzata conferma, da parte dell'azienda, dell'edizione pomeridiana del TG5, il fatto che si discuta di questa ipotesi senza aver mai avvisato le rappresentanze sindacali del TG5 e di Videonews costituisce una gravissima scorrettezza.
Per questo motivo i comitati di redazione del Tg5 e di Videonews indicono per giovedì prossimo una giornata di sciopero contro quello che considerano un grave danno al Tg5, a Verissimo e alla professionalità dei giornalisti che vi lavorano.
I CdR del Tg5 e di Videonews



Dagospia inoltre fa sapere:

Da Cologno Monzese , il vertice del Biscione (Piersilvio, Salem, Crippa, Modina) ha fatto partire un siluro atomico su Costanzo il parolaio. Quel lancio Ansa alle ore 11 di domenica mattina - in cui Ciccio Baffo dettava il palinsesto autunnale 2005/06, pro domo sua ovviamente – ha fatto incazzare tutti. Di qui, il comunicato di Mediaset che, sotto il testo formale, è un’aperta sconfessione del verbo di Costanzo:
“In relazione alle anticipazioni sul prossimo palinsesto d’autunno, Mediaset precisa con chiarezza che quelle apparse sui giornali di oggi sono solo idee allo stato di progetto.
Si tratta di normali ipotesi di programmazione che devono superare esami approfonditi, sia editoriali sia economici, prima di entrare nella fase esecutiva.
Ciò vale sia per l’eventuale fascia quotidiana di Maurizio Costanzo sia per l’altrettanto eventuale riposizionamento di “Verissimo”.
Non ci sono novità nemmeno sulla collocazione di “Serie A” che è e resta su Canale 5 in attesa di capire meglio la composizione del prossimo campionato di calcio.
L’unica cosa certa è che resta confermato l’impegno aziendale di lanciare una nuova edizione pomeridiana del TG5.
Può capitare che qualcuno anticipi con precipitazione seppur in buona fede le ipotesi gradite, ma altra cosa è trasformare auspici in dati di fatto pubblicati con toni assertivi, a tutto svantaggio del diritto dei lettori a essere informati correttamente”.
Insomma, le parole di Costanzo sono un “pio desiderio” e Mediaset conferma solo la nuova edizione delle 18 del Tg5. Dopo lo scambio gradevolissimo con Barbara Berlusconi, è la seconda volta che, negli ultimi tempi, Ciccio Baffo entra in urto con la Famiglia di Arcore. E a Roma si vocifera di tutto, di più: dal futuro passaggio di Maria De Filippi nella scuderia di Lucio Presta (l’ex nemico, ora alleato) alle prove tecniche di rottura di Costanzo con Piersilvio per traslocare il suo fine carriera all’ombra del cavallo di viale Mazzini.

La decisione di Mediaset di chiudere “Tutte le mattine” (considerato troppo costoso per i deludenti risultati ottenuti), e la fuoruscita da “Buona Domenica”, trasformato in un contenitore di reality dove negli ultimi 70 minuti riciccerà il MCS, ha fatto scattare il colpo di reni di Costanzo. Ma il peggio deve ancora arrivare, dicono…

martedì, 30 maggio 2006

Un'assurda decisione...

La Sky di Murdoch obbliga Raisat Extra a interrompere il "Tonight Show with Jay Leno"


Dagospia informa:

Pessima notizia per gli abbonati Sky: RaiSat Extra non manderà più in onda
Jay Leno, il talk show più formidabile e urticante e spassoso, di cui pubblichiamo le mejo battute. Ma ancor più disastroso è il motivo per cui RaiSat ha deciso di non acquisire più i diritti di replica: Sky Italia sostiene che non è compito di una società Rai presentare e promuovere la tv americana – e i canali Fox cosa mandano in onda?

La cancellazione obtorto collo del Jay Leno è solo un segnale di come Sky Italia stia diventando un monopolista ingombrante, e soprattutto politicamente miope, imponendo scelte editoriali poco innovative ai due canali RaiSat Premium ed Extra che, secondo Sky, dovrebbero limitarsi a ritrasmettere programmi Rai del giorno prima (Extra) poco più vecchi (Premium). In breve, meglio le pippe al cloroformio di Fabio Fazio delle battute di Jay Leno. Ora si teme una analoga richiesta per lo show di David Letterman.

Ma il diktat di Sky viene da lontano. Appena comprata Telepiù, la piattaforma di Murdoch ha chiuso i canali italiani di intrattenimento culturale e cioè RaiSatArt, RaiSatShow, RaiSatAlbum (sulla memoria), Cinema Classic, 1 e 2. Solo dopo due anni è stata costretta dalle proteste a confezionare un canale sul cinema classico, purtroppo di minor qualità.

Alla fine del 2005 ha chiuso i canali italiani prodotti da Mediaset (con la scusa della concorrenza sul digitale terrestre e cioè Happy Channel, MT-La macchina del tempo (quello di Cecchi Paone sulla scienza), Duel (sui film di azione) e Italia Teen tv per bambini. Ha chiuso anche Planet, l’unico canale di documentari un po’ impegnato politicamente.

Con il suo braccio armato Fox, altro editore televisivo di Murdoch, ha comprato il canale Cult, rifiutando di dividere le quote con altri editori italiani che si erano candidati. L’amministratore delegato Tom Mockridge fa confezionare ogni nuovo canale a Fox, perfino uno nuovo in alta definizione per mantenere al suo interno ogni innovazione.

Ancora. Sky Italia ha imposto il decoder unico, chiuso e proprietario. Dopo innumerevoli proteste, e dopo quasi due anni, ha accettato di inserire nella numerazione anche il canale culturale francese ARTE, per cui si è scomodato perfino il maestro Claudio Abbado.

Non è finita.Tanto per promuovere la fantasy, decide unilateralmente la numerazione dei canali, inserendo in modo random e confusionario dopo il numero 800, a fine scala, tutti i canali che non controlla.

Sky sta realizzando una politica dell’offerta tutta centrata sui giovani (consumatori) titillando certamente la sua concessionaria di pubblicità ma ignorando i bisogni e le richieste del suo parco abbonati (3.600.000) che difficilmente crescerà se inondato oltre che dal calcio da reality, fantascienza e fiction quasi totalmente di produzione americana.

E’ curioso che il management internazionale di Sky che guida le operazioni in Italia ignori poi l’evoluzione che hanno avuto Sky in Inghilterra (moltissimi canali di nicchia e per le minoranze culturali e linguistiche) e le aperture alla internet tv che Murdoch sta facendo scoprire alle sue società americane.

Anche questo è un segno del forte colonialismo che Sky Italia sta mettendo in pratica, nel silenzio, almeno per ora, di controllori e governanti (e aziende del settore, tipo la Rai, che continuano a non prendere iniziative impegnatissime a litigare sul cast di Domenica In).

martedì, 30 maggio 2006

Nuove emittenti

Flash: una nuova emittente Sitcom on air da settembre sul digitale terrestre di La 7

Telecom Italia Media, attraverso la sua controllata al 100% Telecom Italia Media Broadcasting, e il Gruppo Sitcom hanno siglato un accordo in base al quale, dal prossimo settembre, Telecom Italia Media Broadcasting ospiterà sulla propria piattaforma digitale un nuovo canale televisivo, “SitcomUNO”, realizzato da Sitcom, il gruppo editoriale italiano indipendente specializzato nella ideazione e produzione di canali tematici. “SitcomUNO” sarà un canale generalista accessibile in modalità free, dedicato alla famiglia e con un’attenzione particolare al pubblico femminile. I programmi saranno caratterizzati da una forte attenzione ai contenuti, da un linguaggio televisivo innovativo e da format originali e inediti.

lunedì, 29 maggio 2006

Una rassegna Studio Universal

Cinema&fumetto: per tutto giugno su Sky 320

diabolikSaranno i supereroi presi in prestito dai fumetti i veri protagonisti su Studio Universal (Sky 320) per l’intero mese di giugno in seconda serata. Da Batman a Superman, da Flash Gordon a Tarzan passando per Asterix e L’Uomo mascherato, il Canale del grande cinema americano ha chiamato in rassegna i personaggi dei comics per celebrare il legame che unisce i fumetti e il grande schermo. Film selezionati dalla ricchissima produzione di pellicole tratte dai fumetti e un documentario esclusivo prodotto dal Canale con interviste esclusive, tra cui quella a Stan Lee creatore di Hulk, svelano affinità e differenze dei due media più popolari del secolo scorso. E infine Studio Universal si mette in mostra organizzando con Esaexpo, “Cinema&Fumetto - I personaggi dei comics sul grande schermo”, un’esposizione che presenta: tavole originali, video, manifesti e costumi di scena, in programma in quattro città italiane a partire da maggio 2006 e fino a maggio 2007.
 

Un modo per riscoprire le avventure galattiche di Flash Gordon, la saga di Batman l’uomo pipistrello, gli straordinari poteri di Superman, l’ironia dei personaggi franco-belgi come Asterix il piccolo gallico e Lucky Luke, fino alle imprese di The Phantom l’uomo mascherato. 

I film programmati per la rassegna:

Greystoke – La leggenda di Tarzan, signore delle scimmie (1984) di Hugh Hudson con Christopher Lambert, Flash Gordon Conquers The Universe (1940), Asterix e Cleopatra (animazione 1968) di René Goscinny, Superman (1978) di Richard Donner con Christopher Reeve e Marlon Brando, Lucky Luke: Daisy Town (1971) animazione di René Goscinny, Flash Gordon (1980) di Mike Hodges con Sam J. Jones e Max von Sydow, Popeye – Braccio di ferro (1980) di Robert Altman con Robin Williams, Le dodici fatiche di Asterix (animazione 1976) di René Goscinny, Conan il distruttore (1984) di Richard Fleischer con Arnold Schwarzenegger, Batman (1989) di Tim Burton con Michael Keaton e Kim Basinger, Asterix il gallico (animazione 1967) di Ray Goossens, Superman II di Richard Lester con Christopher Reeve e Gene Hackman, Batman – Il ritorno (1992) di Tim Burton con Michael Keaton e Michelle Pfeiffer, Lucky Luke – La ballata dei Dalton (animazione 1978) di René Goscinny, Batman Forever (1995) di Joel Schumacher con Val Kilmer e Nicole Kidman, Asterix e la Grande Guerra (animazione 1989) di Philippe Grimond, Batman & Robin (1997) di Joel Schumacher con George Clooney e Uma Thurman, The Phantom (1996) di Simon Wincer con Billy Zane e Catherine Zeta-Jones, Capitan Rogers nel 25° secolo (1979) di Daniel Haller

Speciale Cinema & Fumetto

“Mi è stato chiesto svariate volte quale superpotere avrei desiderato avere…penso… l’immortalità, dal momento che credo di possedere tutti gli altri!”. A parlare è Stan Lee veterano disegnatore di fumetti fin dal 1939, padre, tra gli altri, de L’uomo Ragno, dei Fantastici 4 e di Hulk. Lee si racconta in un’intervista esclusiva contenuta nel documentario realizzato da Studio Universal per svelare affinità e differenze tra il mondo della celluloide e quello delle strisce animate. Se il cinema nasce ufficialmente nel 1895 ad opera dei fratelli Lumiere, a distanza di poche settimane compare sul New York World The Yellow Kid, il primo antesignano del mondo dei comics. Da quel momento, capaci entrambi di suscitare forti emozioni, il cinema e il fumetto, hanno dimostrato di saper convivere seguendo linee di sviluppo che li hanno portati a interagire sempre con maggiore frequenza. Il secondo ha mutuato dal primo modelli e tecniche narrative, come lo zoom, e il Cinema, dal canto suo, ha attinto sempre di più alle storie degli eroi di carta e china: dai primi tentativi di adattamento nei serial per il cinema degli anni ’40, come gli episodi di Flash Gordon, agli anni ’60 in cui rivivono in pellicola Barbarella  e Modesty Blaise, fino all’enorme successo di pellicole come Superman, Batman e Spiderman, con cui, grazie all’evoluzione tecnologica e agli effetti speciali del cinema a partire dagli anni ’70, il fumetto rivive sul grande schermo la sua spettacolarità. Un viaggio attraverso immagini di pellicola ed inchiostro, che si snoda nell’analisi delle principali trasposizioni filmiche di fumetti ad opera di autorevoli testimoni: da Frank Miller, il creatore di Sin City, a Milo Manara, autore cult di fumetti erotici, fino a Tim Burton, il regista che ha dato vita al famoso Batman cinematografico e ancora a Luca Raffaelli, uno tra i più importanti esperti italiani di fumetti e cartoni animati. Un modo per ripercorrere la storia e il rapporto di due media che più di ogni altri hanno anticipato nel corso dei tempi modi e tematiche. Un rapporto che ha oggi più di un secolo ma che non accenna affatto a esaurirsi. 

La mostra Cinema&Fumetto

La mostra “Cinema&Fumetto - I personaggi dei comics sul grande schermo”, organizzata da Esaexpo e Studio Universal, è in programma in quattro città italiane a partire da  maggio 2006 e fino a maggio 2007. Un’esposizione che presenta tavole originali e manifesti cinematografici, strisce, costumi di scena, colonne sonore e pubblicazioni d’epoca. Un video prodotto e realizzato da Studio Universal, con speciali e interviste esclusive, ripercorre la storia di questi 2 importanti mezzi di espressione, mostrando la ricca rete di relazioni che esiste fra i due media. Inoltre ogni sede presenterà al pubblico, durante il periodo di apertura della mostra, una rassegna di film.

La prima tappa sarà il Mart, Museo di Arte Moderna, di Rovereto (TN) che ospiterà la mostra dal 27 maggio al 17 settembre 2006, poi il Palazzo dei Pio a Carpi (MO) dal 23 settembre al 26 novembre 2006, il Convento di San Francesco a Pordenone dal 2 dicembre 2006 al 18 febbraio 2007 e infine la Basilica Palladiana di Vicenza dal 3 marzo al 6 maggio 2007.

domenica, 28 maggio 2006

La camicia coi baffi è sempre di moda...

Costanzo a tutta birra: rivoluziona il nuovo palinsesto di Canale 5

Dagospia riporta:

Anziché inginocchiarsi in una chiesa per assolvere al suo dovere domenicale di cattolico-apostolico-romano, e magari, subito dopo entrare in una cabina per infilare la scheda nell’urna per far felice Veltroni, l’inarrestabile Maurizio Costanzo si attacca all’Ansa e comunica il prossimo palinsesto di Canale 5. Manco fosse Piersilvio Berlusconi, annuncia che “sara' al timone del nuovo programma pomeridiano di Canale 5 che sostituisce Verissimo. La trasmissione, della durata di un'ora e mezza, realizzata con tutto lo staff di "Tutte le mattine", avra' una 'forte impronta giornalistica' e in piccola parte sara' collegata alla nuova domenica pomeriggio”.

Non soddisfatto di aver fatto fuori “Verissimo”, per evitare eventuali equivoci, Ciccio Baffo sistema anche la sua pericolante “Buona Domenica”. All’Ansa precisa che “la prima parte, che dovrebbe iniziare intorno alle 14, sara' incardinata ai reality show e conterra' anche quello che Costanzo definisce un "reality autentico". Costanzo, che anche quest'anno coordinera' tutta la domenica pomeriggio, accogliera' gli spettatori all'inizio del programma per poi lasciare la scena e riprenderla dalle 18 e 50 alle 20, tornando "al vecchio mestiere": interviste con personaggi rilevanti dello spettacolo, della politica e dell'attualita”. Insomma, riciccia, per un’ora e 10, il Costanzo Show. E Serie A, che fine farà lo sfigato 90ø minuto di Mediaset? “Si sposerà da Canale 5 a Italia 1”.

Fatto il suo personale palinsesto alle ore 11 di una domenica mattina, splendida splendente, è scattata la reazione dei giornalisti del Tg5 presso i vertici del Biscione, allarmati per quel passaggio che detta: “La trasmissione, della durata di un'ora e mezza, realizzata con tutto lo staff di "Tutte le mattine", avra' una 'forte impronta giornalistica”. Ora dovete sapere che Carlito Rossella aveva in progetto il lancio di un Tg edizione ore 18 e adesso dovrà vedersela con Costanzo, che non ha mai amato passare la linea allo studio.

Così Mediaset è stata costretta a raffazzonare un comunicato Ansa per “ridimensionare” l’acuto di potere di Ciccio Baffo: "I palinsesti Mediaset per l'autunno sono ancora in via di progettazione" e l'esperienza di 'Verissimo' non "va in soffitta". Lo sottolinea una nota dell'azienda che aggiunge: "quello di una nuova striscia quotidiana di Maurizio Costanzo e' un progetto in stato avanzato di definizione, come anticipato dallo stesso Costanzo".

"Di certo - prosegue Mediaset - c'e' che la straordinaria esperienza di 'Verissimo' non va in soffitta. L'azienda sta lavorando a una nuova edizione del programma anche per la prossima stagione in una nuova collocazione e con una nuova formula".

Infatti “Verissimo” dovrebbe rinascere, una volta alla settimana, il sabato pomeriggio, in versione patinata. E la vispa e tosta Paola Perego non punterà i piedini né sbraiterà per essere stata deposta dal pomeriggio di Canale 5: il suo manager e compagno Lucio Presta ha chiesto e ottenuto da Costanzo che la sua Paoletta prenda il posto di Roberta Capua a “Buona Domenica”.

E chi condurrà “Tutte le mattine”, il contenitore dagli ascolti deludenti abbandonato da Costanzo? Si fa il nome e cognome di un’altra assistita di Presta, l’unica che è rimasta fuori dopo l’esodo di Bonolis, Amadeus, Panicucci, Perego verso lo sponda del Biscione, e cioè Mara Venier. Così il cerchio si chiude sulla nuova e sorprendente coalizione Costanzo-Presta; i due fino a ieri non si stimavano né come uomini né come rettili....

sabato, 27 maggio 2006

Auditel ancora e sempre sulla graticola

Auditel nel mirinoOrmai non passa giorno senza che le agenzie e gli organi di stampa non riportino critiche al sistema di rilevamento nazionale degli ascolti tv: l'Auditel.
Giovedì .Com anticipava la pubblicazione di un'analisi commissionata da Sky Italia e svolta da Enders Analysis che attaccava su vari fronti il sistema di rilevamento italiano. Subito sono seguite risposte stizzite da parte di Walter Pancini e altri rilievi da parte dell'Autorità di Garanzia per le Comunicazioni.
Qui di seguito riporto una rassegna degli articoli che hanno fatto discutere.





.Com - edizioni del 26 e 27/5/2006


La Enders Analysis critica l'Auditel: problemi di governo, trasparenza ed esattezza - di Remo De Vincenzo

Vecchia, obsoleta, oligarchica, incapace di seguire la rivoluzione digitale. Un vero processo al sistema Auditel quello che fuoriesce da un'accurata analisi commissionata da Sky Italia e svolta da Enders Analysis, una delle maggiori aziende al mondo di ricerche, analisi e controllo del mondo delle telecomunicazioni e media. Puntocom ha avuto la possibilità di "sbirciare" questo studio in anteprima, che da oggi stesso sarà inoltrato ai maggiori players televisivi italiani. Anticipiamo subito che si tratta di critiche prettamente tecniche e non ideologiche, basate sui migliori sistemi di valutazione internazionali (consultando il GGTAM: Global Guidelines for Television Audience Meausurement). Sono quindi critiche costruttive, che vogliono "svecchiare" il logorato sistema Auditel, e metterlo al passo coi "tempi digitali".
Le critiche sono sintetizzabili con tre aggettivi: carenza di governance, di trasparenza ed esattezza del sistema Auditel per la misurazione degli ascolti televisivi (TAM: Television Audience Measurement).
Governance: carenza di democrazia
La Enders Analysis (che d'ora in poi sintentizziamo nella sigla EA) sottolinea che il Cda Auditel «non include alcuna rappresentanza degli interessi di canali satellitari (o via cavo, Dsl o digitale terrestre). Secondo i nostri calcoli, i canali satellitari (NB escludendo Rai Sat) coprono almeno il 20% dei costi base annuali della ricerca. Hanno inoltre un solo rappresentante nel Comitato Tecnico formato da 18 persone». Urge guindi, secondo la EA, introdurre tre consiglieri "satellitari" nel Cda , e altrettanti tecnici nel Comitato Tecnico.
La EA sottolinea con una certa veemenza l'anomalia che va sotto il nome di Giulio Malgara: «Il Presidente delll'Auditel è il Presidente dell'UPA, ed il segretario del Comitato Tecnico è il Direttore ricerche dell'UPA. Inoltre gli attuali membri sono in carica in Auditel e in UPA sin dall'avvio di Auditel nel Dicembre 1986». Vent'anni di indisturbata monocratica Presidenza Auditel... Strabuzza gli occhi il relatore dell'analisi Toby Syfret, uno delle massime autorità internazionali in merito alla misurazione dell'audience televisive: «Non siamo a conoscenza di situazioni simili in nessun'altra organizzazione di ricerca TAM e siamo preoccupati dai potenziali conflitti d'interesse tra la rappresentanza UPA in Auditel e la più vasta base di membri UPA». E' sempre così: appena arriva uno straniero, comincia a scandalizzarsi per un conflitto d'interesse, senza capire che il Sistema Italia si basa proprio su queste fondamenta... La EA quindi propone di cambiare al più presto le regole di nomina e "reggenza" del Presidente Auditel, che dovrebbe andare a turno ai diversi gruppi di azionisti sulla base di un tempo massimo di due anni, con l'opzione di rinnovo per altri due anni.
Trasparenza: accesso alle RdB
C'è poi un problema di accesso alle tabulazioni della Ricerca di Base dettagliate. «Pensiamo che l'attuale struttura di ricerca possa essere condizionata da un errato utilizzo poiché dà la possibilità di accesso privilegiate solo a particolari gruppi di utenti (in particolare agli azionisti)». E poi «Auditel non permette analisi di ascolto su categorie non ponderate, impedendo quindi agli utenti di selezionare delle categorie che sono ampiamente disponibili agli utenti in molti altri paesi. Questo aumenta le difficoltà di valutazione dell'impatto della ponderazione sul campione satellitare... Pensiamo che siano legittimi i dubbi sull'accuratezza dei dati di ascolto datellitare, poiché vi sono errate stime di popolazione (e questo è riflesso dalla mancanza di variabili di panel control e/o di ponderazione basate sulla ricezione televisiva». Per esempio «è impossibile analizzare l'ascolto dei target adulti 15-44 anni nelle famiglie satellitari».
Esattezza: analizzare meglio l'Universo
C'è anche il problema che l'Auditel dice quanti italiani guardano Rai Uno, per esempio, ma non fa sapere su quale piattaforma hanno visto il canale. E' un dato "omogeinizzato", che non da la possibilità di capire qual'è lo spostamento dell'utenza verso le nuove piattaforme. Al contrario, negli altri paesi digitalizzati, le TAM nazionali danno la possibilità di conoscere l'utilizzo vero delle diverse piattaforme (vedi grafico in prima pagina).
Secondo la EA bisogna al più presto cambiare la frequenza dell'aggiornamento dell'Universo. L'Auditel «è molto arretrata in proposito», visto che svolge l'aggiornamento solo una volta l'anno, ad agosto, mentre negli altri paesi digitalizzati viene svolta più volte all'anno. Tenendo conto che siamo un paese dove, solo con gli abbonati Sky, ci sono all'incirca 100 mila nuovi utenti televisivi che passano al satellitare digitale, allora diventa evidente che il panel della tv italiana sta vivendo una stagione particolarmente vivace. E quindi l'aggiornamento pluriannuale dell'Universo è quantomeno urgente per avere dei valori reali di analisi.

L'Agcom: "Ve la diamo noi, l'Auditel" - di Francesco Lener
Dopo le accuse di Sky, il commissario Roberto Napoli propone di affidare all'Autorità le rilevazioni

«La sede napoletana ha strumenti, strutture e uffici. E i fondi potrebbero arrivare dagli operatori stessi» Il retroscena. «Ciampi ci disse: State attenti a questa Auditel,  non riceve in modo corretto»

Prima l'imbarazzante "equivoco" sul taglio del target over 64, poi le pesanti critiche mosse dall'Autorità delle Comunicazioni sulla base di un documento Istat, infine l'attacco frontale, anticipato ieri da .Com, di Sky Italia attraverso una ricerca di Enders Analysis. Per l'Auditel, nonostante la commovente capacità del direttore generale Walter Pancini di incassare i colpi, sono giorni duri, durissimi. L'idea di poter uscire finalmente da questo singolare monopolio, fino a ieri balenata solo a un drappello di "movimentisti esagitati", è sempre più una possibilità concreta. A venire allo scoperto oggi è Roberto Napoli, commissario Agcom ed ex senatore dell'Udeur, che non fa giri di parole e dice chiaro e tondo: «Propongo che le rilevazioni degli ascolti vengano affidate alla nostra Autorità e sviluppate nella nostra sede partenopea».
Che passi farà, di qui in avanti, l'Agcom per riformare il sistema di rilevazione degli ascolti tv?
Cominciamo dal passato: nel messaggio alle Camere del luglio 2005, appena insediati, abbiamo fatto un riferimento preciso alla necessità di riformare l'Auditel, che è una società divisa tra Rai, Mediaset e altri operatori. Appariva e appare almeno strano che chi debba stabilire il numero di spettatori presenti davanti a un programma siano gli stessi operatori di rete e di contenuti. Il valore complessivo del mercato pubblicitario è di 20 miliardi di euro e l'87% della pubblicità è divisa tra Rai e Mediaset. Avevamo già prodotto una serie di note tecniche sulla inaffidabilità - è giusto usare questo termine - dell'Auditel. Non ha senso che facciano testo quei cittadini scelto a campione (e sono grosso modo gli stessi da molti anni) che accendono la tv e poi magari se ne vanno a fare un giretto con un amico o vanno a dormire. Ci sono criteri di ascolto diversi in tutto il mondo per la rilevazione: esiste persino un'"Auditel portatile", un po' come il pace maker, per segnalare la presenza, o meno, dell'utente di fronte al video.
Ok, ma come superare questi "problemi tecnici"?
Noi abbiamo dato incarico all'Istat perché ci desse i parametri che servono per una corretta rilevazione dei dati di ascolto. L'Istat ci ha inviato un primo documento, che noi abbiamo approvato e pubblicato, molto preciso sulle lacune dell'Auditel. Ma voglio dire una cosa che non abbiamo mai rivelato e che ora si può dire, visto che Ciampi non è più al Quirinale.
E ora che c'entra Ciampi?
Quando incontrammo il presidente della Repubblica dopo la nostra nomina, Ciampi ci disse: "Attenzione a questo strumento, l'Auditel, che poi non è che riceva in modo del tutto corretto". Quindi ricevemmo persino un richiamo del Capo dello Stato su questo fronte: è evidente che dobbiamo lavorarci.
E lei come ci vuole lavorare?
Ho visitato l'Authority brasiliana, che conta mille dipendenti, non come i 240 della nostra povera Agcom. L'Anatel, così si chiama, per incarico del ministero delle Comunicazioni, fa il rilevamento dei dati d'ascolto. Interpretando la norma della legge 249, la Maccanico, in cui si parla dell'Auditel, non si esclude che non stessi possiamo fare il rilevamento. Nella nostra sede di Napoli abbiamo la strumentazione, che andrebbe ovviamente integrata, per fare una nuova Auditel. Personalmente, io sono convinto che un'Auditel più neutrale e più corretta andrebbe fatta dall'Autorità per le Comunicazioni, che è un organo autonomo e affidabile.
Già, ma i costi di un'operazione del genere?
I nostri fondi li riceviamo in parte dal ministero del Tesoro e in parte dagli operatori. Visto che l'Auditel ha dei costi, non escludo che tutti gli operatori possano contribuire, anche Sky, per la quale non c'è motivo che non venga fatta la rilevazione. A Napoli ci sono strutture, strumenti, uffici, capacità tecniche. Noi, peraltro, già facciamo la rilevazione di tutti i programmi televisivi con il Centro d'ascolto, per la tutela dei minori, la tutela dei consumatori e durante la fase preelettorale per la par condicio. Visto che abbiamo già questi strumenti, basterà integrarli con la tecnologia giusta per fare anche i rilievi d'ascolto. E sarebbe una garanzia per gli stessi operatori.


E Pancini reagì duro: questo è un intervento a gamba tesa di Sky - di Remo De Vincenzo
«Ora basta! Non si può continuare a gettare fango su un sistema di rilevazione che è tra i migliori al mondo!». E' un fiume in piena, Walter Pancini, direttore generale dell'Auditel. Anche perché l'attacco è stato diretto e ben calibrato. Ieri .Com ha pubblicato le anticipazioni dell'analisi della Enders Analysis (una delle maggiori aziende di ricerche e analisi del mondo dei media) commissionata da Sky Italia che mette in luce svariati problemi del sistema Auditel. Dopo aver letto l'analisi, Pancini sbotta: «Ah, questo "rito italico" di dare le notizie prima ai giornali poi agli enti competenti, vabbè? Noi continueremo a dialogare con Sky Italia, e questo stato di allarme inventato dalla stampa non mi farà litigare con loro. Ma non si può subire un processo di questo livello». Si tratta comunque di un'analisi compiuta da uno dei massimi esperti di rilevazione televisiva al mondo. Toby Syfret è stato pure direttore dei nuovi media presso J. Walter Thompson? Non mi pare l'ultimo arrivato prezzolato che attacca l'Auditel per far contenti i committenti? Le critiche sono soprattutto tecniche?«Non solo, sottolinea Pancini, per carità, tutto è migliorabile in questo mondo, ma lo stesso studio della Enders definisce l'Auditel una delle aziende di rilevazione più moderne al mondo. Quello che trovo ingeneroso è questo continuo attacco diretto. Noi siamo disposti a discutere, concertare, mettere in discussione qualsiasi miglioria dal punto di vista tecnico, ma non esageriamo».
Ecco, fermiamoci su quello che, secondo voi dell'Auditel, trovate "ingeneroso" nelle critiche della Enders. «Parlare di "conflitto d'interesse" nella governance della nostra Srl è inaccettabile. Che senso ha stare lì a sottolineare che il nostro Presidente è sempre lo stesso da 20 anni (Giulio Malgara, ndr) e che dirige pure l'UPA (Utenti Pubblicità Associati)? Beh?, di fronte a queste "critiche", salto dalla sedia! Ma vorrei vedere? Sono proprio loro i signori che ci mettono i soldi per tutto questo! Vogliamo renderci conto che l'Auditel è uno strumento che serve ai pubblicitari, punto e basta? E chi altro dovrebbe presiedere? Sarebbe grave se fossimo controllati direttamente dalle televisioni, quello sì che sarebbe un conflitto d'interesse. Diciamolo chiaro e tondo, la presidenza e il coordinamento del Comitato Tecnico sotto controllo dell'UPA sono una tutela di trasparenza dell'informazione».
Sempre sulla governance, cosa pensa del consiglio della Enders di introdurre tre consiglieri nel Cda Auditel e tre tecnici nel Comitato Tecnico? Pancini riparte in quarta: «Che Sky Italia debba entrare nel Cda mi sembra legittimo, ed è già all'ordine del giorno di una delle prossime riunioni di Consiglio. Ma che ci si permetta di dire quanti consiglieri far entrare, mi sembra pazzesco. Perché non cinque o sei, così lo facciamo diventare un "Parlamentino" questo Cda? Per favore? Siamo seri, questo è un intervento a gamba tesa, da cartellino rosso. Ricordo agli smemorati che l'Auditel è una Srl, una società privata. Per fortuna esiste la libertà d'impresa, e quindi non siamo obbligati a subire cambiamenti. Decideremo razionalmente come, cosa e quando modificare. Certo, il dialogo con Sky continuerà, senza però subire accelerazioni che mettano tutto in discussione».
Dal punto di vista tecnico, ci sono critiche ben motivate: per esempio, il fatto che la Ricerca di Base debba essere più robusta: «Critiche tarde visto che, da gennaio scorso, abbiamo coinvolto la IPSOS che ha allargato la ricerca di base a 30 mila casi, con un numero wave molto più accelerato. Su questo punto siamo tra i migliori al mondo, senza possibilità di smentite». E' vero che aggiornate il vostro "universo" e popolazione (la tipologia del pubblico televisivo, ndr) solo una volta all'anno? Ci sono almeno centomila nuovi abbonati Sky al mese? «Falso. Da quest'anno aggiorneremo il panel tre volte all'anno, quadrimestralmente, con nove differenti wave (finestre, ndr)». La Enders sottolinea il fatto che date degli ascolti "omogeneizzati", senza dire con quale piattaforma vengono visti i canali generalisti. «E allora? Mi scusi, le ricordo ancora una volta che l'Auditel è uno strumento nato per gli inserzionisti pubblicitari. Per loro non è importante dove viene visto il canale televisivo, bensì quanto e da chi è visto. Accorpare i dati è una convenzione di mercato». E con la tv via telefono, come vi comporterete? «Quello non lo possiamo fare noi dell'Auditel. Si rende conto che si tratterebbe di un vero e proprio censimento, in cui andremmo a conoscere i gusti anche più intimi dell'utente?».
E sui dati Auditel satellitari, quando verranno pubblicati? «Noi siamo già pronti. Monitoriamo già ben 96 emittenti satellitari, ma non li possiamo pubblicare. C'è un'ingiunzione della Sitcom». E sulle famiglie Sky sottostimate dal vostro panel? «Su quello ci stiamo lavorando. Effettivamente noi stimiamo una famiglia televisiva composta da 2,7 persone di media, mentre quella Sky è di tre elementi. Ripeto, alcune migliorie sono possibili. Senza però buttare il bambino con l'acqua sporca».


giovedì, 25 maggio 2006

Sky Vivo lancia il primo proprio reality...

Partono le sfide reality di Bar Wars

Bar Wars, il nuovo reality di Sky VivoSky ci prova col reality. Il canale Sky Vivo manda in onda da stasera alle 21 "Bar Wars" «prodotto interamente da noi», come spiega Carmen Acquati direttore del canale «che ci siamo affidati a Endemol per la parte esecutiva, scegliendo una società leader per avere un prodotto di qualità».
«Da ottobre - spiega Acquati - abbiamo inziato a lavorare sull'autoproduzione e abbiamo già realizzato un centinaio di ore di programmi. Ma un reality che dura 8 settimane è davvero un bell'impegno».
Un impegno anche molto oneroso visto che un reality «vale, cioè costa, a grandi linee tra i 2 e i 3 milioni di euro». Vero è che Sky risparmia un po' sui costi di studio che incombono sulle reti generaliste ma è comunque una sfida che prevede un costo di prime time sui 100 mila euro (a Rai e Mediaset invece costa 3 - 400 mila euro). D'altra parte è anche vero che il reality si addice a un canale che come missione ha quella di intrattenere soprattutto un target giovane e prevalentemente femminile.
Acquati si ribella al diktat secondo il quale il reality equivalgono tutti alla tv deficiente. A sentir lei solo da noi in Italia questo genere televisivo è diventato sinonimo di immondizia e di trash all'ennesima potenza: «l'80% dei programmi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna sono reality - ribatte - nel senso che si tratta di trasmissione non scritte, senza un copione e che si avvicinano alla gente e alla quotidianità». Acquati vorrebbe anche che si tenesse conto del lato educational del reality di Sky, visto che i concorrenti dovranno misurarsi su un vero lavoro (gestione di un bar sulla spiaggia di Ibiza). Sia come sia, di coraggio ce ne vuole per andare in onda mentre il resto del mondo è appiccicato al dio pallone? «Ne ho discusso con la direzione generale - conferma Acquati - perché lanciare una nuova idea nel momento in cui l'azienda è concentrata al massimo sul calcio poteva sembrare fin velleitario. Ma è stata una precisa volontà della direzione. E poi mica ci possono essere solo i mondiali sulla piattaforma. Gli abbonati hanno diritto ad avere di più». E la chance è offerta anche ai possessori di tv-fonino 3 Italia. Intanto la determinata Acquati è riuscita a spuntare un budget incrementato del 20% per l'anno nuovo.
Per questa volta comunque "Bar Wars" avrà solo sponsor tecnici, gestiti da Endemol. «Con il product placement meglio andarci leggeri - chiarisce Acquati - In Italia non è ancora stata approvata la normativa per quanto riguarda le televisioni».
[Alessandra Mieli per .Com (forza ragazzi!)]

Bar Wars è il nuovo reality show in onda il giovedì alle 21 su Sky Vivo. In diretta da Ibiza con tanto di nominations ed eliminazioni, Federica Fontana e il dj Tommy Vee sono i capitani vip delle squadre che si sfideranno nella gestione di due chiringuitos, bar rivali sulla spiaggia Cap de Falco di Ibiza.

Alla fine della giornata, i 12 partecipanti, dopo essere stati avversari sul lavoro, si ritroveranno in una splendida villa dove alloggeranno tutti insieme per le otto settimane di durata del reality. Qui saranno liberi di conoscersi e di stringere amicizie e il tutto verrà seguito dall'occhio delle telecamere di Sky Vivo che mostreranno in tempo reale la vita nei due bar e nella villa. Ogni giovedì il chiringuito che settimanalmente avrà l'incasso più basso sarà costretto a perdere un concorrente tramite una nomination eliminazione a cui saranno immuni Federica e Tommy.

I due nominati verranno scelti una dalla squadra vincente e l'altro da quella perdente.

Come al solito sarà il pubblico da casa attraverso il televoto (sms al numero 48489) a decidere chi dovrà abbandonare la gara.

La sfida non consiste comunque solo nella gestione del bar, ogni settimana infatti si svolgeranno due divertenti prove che potranno riguardare una squadra alla volta o entrambe le squadre e che daranno la possibilità di ricevere dei premi utili alla gestione del proprio chiringuito. Durante l'ultima settimana si deciderà quale sarà il bar vincitore e soprattutto chi dei concorrenti se ne aggiudicherà l'incasso.

Tutti i giorni alle 18 verrà proposta una versione di due ore del reality e alle 14 un'ora di sintesi.

[Tgcom]

mercoledì, 17 maggio 2006

Auditel verso una svolta?

L'AgCom bacchetta Auditel e invita a revisionare gli ascolti

Ora è arrivata la certificazione: il sistema Auditel non è adeguato. Lo dicevano tutti da tempo. Soprattutto chi si vedeva decretare i propri programmi come un flop. A mettere il bollo sulla mancanza di autorevolezza del sistema che rileva gli ascolti televisivi è stata l'AgCom, l'autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò. Non si tratta di un fatto burocratico, ma di un atto che coinvolge interessi enormi nel mondo televisivo. In sostanza, da tempo molti soggetti televisivi, in primo luogo Sky, si lamentavano che i parametri usati dall'Auditel non fossero adeguati alla nuova realtà tecnologica. Fatta di canali satellitari, di digitale terrestre, di emittenti via cavo, di Iptv (la tv via Internet). Della questione si stava occupando da tempo l'Agcom, che ieri - nella commissione riunita a Napoli - ha finalmente varato un atto di indirizzo. Decodificando il burocratese del comunicato, la commissione ha rivelato che l'Auditel (il consiglio di amministrazione attualmente è composto da Rai, Mediaset, La7 e imprese di comunicazione) non è «democratica», non rappresentando gli altri soggetti televisivi. Inoltre il sistema di rilevamento non è adeguato alle nuove tecnologie di trasmissione e il campione (le famiglie che hanno in casa il meter che rileva gli ascolti) non è sufficientemente rappresentativo della popolazione. Di conseguenza l'AgCom detta i principi a cui l'Auditel si dovrà attenere entro sei mesi: allargare la società agli altri soggetti televisivi, adeguare il sistema di rilevamento in base alle nuove piattaforme e svecchiare il campione (che significa una maggiore rotazione delle famiglie rilevate: oggi i meter restano nelle case per cinque anni, si passerebbe a sei mesi/un anno). L'Agenzia avverte che in caso l'Auditel non soddisfi le richieste procederà direttamente alle rilevazioni sulla base di una metodologia che sta approntando l'Istat.
Sulla questione ha subito risposto Walter Pancini, responsabile della società Auditel, il quale, in sostanza, ha sottolineato che la società si sta già allineando alle prescrizioni dell'AgCom. «Abbiamo sempre accolto nuovi soggetti nel cda, quando hanno avuto consistenza: è imminente l'ingresso di Sky, per il quale c'è già l'ok dei consiglieri di amministrazione».
In realtà finora Sky non è mai entrata perché non riteneva adeguato il sistema di rilevamento. «Questo - spiega Pancini - non è più basato sull'identificazione delle frequenze, cioè sui codici di riconoscimento trasmessi dai broadcaster, ma sul riconoscimento delle tracce audio». Quanto al campione, «possiamo vantare il rapporto meter-popolazione più grande del mondo: 5100 famiglie. L'allargamento del campione? Chi paga?». Plaude al responso dell'Agcom Valter La Tona, presidente del Gruppo Sitcom (piattaforma Sky) che da tempo ha ingaggiato una battaglia legale contro l'Auditel: «È un fatto storico».
[Il Giornale]

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mercoledì, 10 maggio 2006

Un nuovo canale dedicato alle moto in rampa di lancio

MotoClub! Le 2 ruote di scena su Sky

Digicast dovrebbe lanciare entro l'anno un canale satellitare dedicato al motociclismo. Ad annunciarlo a Daily Media è stato venerdì scorso a Milano Giusto Toni, direttore generale della società, intervenuto a Milano nell’ambito del Telefilm Festival per la presentazione delle novità di Jimmy. «Stiamo concludendo la trattativa con Sky - ha spiegato Toni – e, se tutto va bene, partiremo con le trasmissioni sulla piattaforma tra novembre e dicembre». “MotoClub!, questo il nome provvisorio del progetto, sarà un canale à la carte - con un costo mensile che dovrebbe essere di 8 euro al mese – dedicato al mondo delle due ruote non dal punto di vista agonistico, una realtà dunque studiata ad hoc per appassionati e fanatici delle moto. «Il nostro obiettivo – ha proseguito Toni – è di raggiungere a regime un parco di 60.000 abbonati. Per quanto riguarda raccolta e concessionaria è ancora presto per parlarne, perché questi canali iniziano ad ospitare pubblicità solo dopo il loro radicamento sul mercato». MotoClub andrebbe a rafforzare l’offerta televisiva del gruppo, che edita già, oltre a Jimmy (sempre trasmesso su Sky), Caccia&Pesca - altro canale di Sky a la carte che sfiora ormai i 100.000 abbonati -, Planet - il canale che dal 1° gennaio non fa più parte dell’offerta Sky ed è visibile in chiaro via satellite - e Sailing Channel, sottoposto di recente ad un radicale restyling dell’immagine e della programmazione. Sailing Channel è entrato nel portafoglio della società (insieme a Sailing International, trasmesso in 26 Paesi su 58 piattaforme) a inizio anno, dopo che il 70% delle quote di Digicast sono passate al gruppo torinese Iniziativa Piemonte guidato dalla famiglia Denegri, con il restante 30% nelle mani del presidente Gianluca Paladini.
«L’altra importante novità a cui stiamo lavorando – ha spiegato Toni – è lo sviluppo di Planet su piattaforme diverse: digitale terrestre, tv mobile e IPTV. Per quanto riguarda quest’ultimo mezzo stiamo pensando anche di sviluppare una nostra piattaforma, avendo a disposizione un ricco menu di contenuti. Le alternative sono due: la piattaforma o la realizziamo direttamente noi o ci avvaliamo di un partner straniero, una società inglese. Stiamo verificando quale sia la proposta più flessibile e poi decideremo». Sull’IPTV, oltre a Planet, andranno in onda anche Caccia&Pesca e probabilmente Cineclassics, il canale del gruppo dedicato al cinema classico che ha interrotto le trasmissioni nel 2003 per volere di Sky Italia.

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