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venerdì, 28 luglio 2006

Berlusconi jr: "Costanzo al pomeriggio?
Non mi convince!"


Intervista di Silvia Fumarola per Repubblica

Rilassato, seduto a un tavolo di Puni a Portofino. Camicia blu come le scarpe Tod´s, ma guai a dire che Della Valle è simpatico, braccialetti d´argento al polso (uno con due pugni chiusi), Berlusconi jr parla a ruota libera. Smentisce che Antonio Ricci andrà in Rai («Non la considero neanche una voce»), confessa che vorrebbe Fiorello.

Cosa la preoccupa del palinsesto Rai?
«Niente. Mi preoccupa, più in generale, il futuro della televisione. Mi sembra, e parlo anche della Rai, che stia seguendo logiche sempre più commerciali».

Detto da lei.
«Sì, lo so, sembra strano ma lo penso. Comunque tornando al discorso di prima, il problema per me non è RaiUno, ma RaiDue più RaiTre che sono fortissime».

Il problema è che non sperimenta più nessuno.
«Non ci sono conduttori nuovi, è vero, non c´è stato un ricambio perché si preferisce andare sul sicuro. La logica degli ascolti».

È per la logica degli ascolti che non chiudete "Uomini e donne",
«Ma scusi, perché dovrei? Va benissimo, non ha rivali. Fa sognare».

Veramente fa credere a milioni di ragazzi che facendo i tronisti si diventa qualcuno.
«Vabbè, ma è la logica dei reality: è un modo per arrivare in tv».

Non pensa che ce ne siano troppi?
«Adesso che si è messa a farli anche la Rai, smettiamo noi?».

È vero che Ricci andrà in Rai?
Ride. «Guardi non è neanche una voce. Antonio Ricci è un grande, una colonna di Canale 5. Può capitare che con persone di carattere e talento ci si confronti, è normale se un rapporto è forte».

Arriverà Ferruccio De Bortoli al Tg5?
«Ne ho la massima stima, ma francamente non se n´è mai parlato. Secondo me farebbe un errore a passare dalla carta stampata alla tv».

Nessun cambiamento neanche alla direzione di Canale 5?
«Giovanni Modina è un grande professionista: sarà difficile trovare una guida per Canale 5 che sia manager e responsabile di rete come lui. Il direttore di RaiDue, Marano? Mi dicono che sia bravo. Ma non l´ho mai incontrato».

In autunno rivoluzionate il pomeriggio: arriva Maurizio Costanzo.
«Aveva tutto il diritto di sperimentare ma Cucuzza è un rivale molto forte, non sono molto fiducioso. Vedremo».

Avrà letto l´intervista in cui Paola Perego, l´ex conduttrice di "Verissimo" ha attaccato i giornalisti del Tg 5.
«Sì, mi è sembrata una mancanza di stile».

A chi sarà affidata l´edizione settimanale di "Verissimo" il sabato?
Prende il cellulare e mostra una sua foto, cuore a cuore con Silvia Toffanin. «Lo condurrà lei».

Chi vorrebbe tra i personaggi che lavorano in Rai?
«Fiorello».

Perché ha concesso a Michelle Hunziker la liberatoria per condurre il Festival di Sanremo?
«Ha fatto scalpore, ma è normalissimo. Michelle ha un´esclusiva con noi per tre anni, Sanremo rappresenta una crescita professionale per lei, ci teneva, e sarà un ritorno d´immagine anche per noi visto che poi tornerà a Canale 5».

Pensa davvero che ci sia un pregiudizio nei confronti di Mediaset?
«C´è un clima ostile, un pregiudizio di fondo sì. Ma guardi sono abituato, pensi al Milan».

Si spieghi.
«L´Inter da sempre è considerata la squadra della borghesia milanese; il Milan quella del popolo. Ne sono fiero».

Un po´ come succede per Roma e Lazio.
«Che dicono a Roma? Quelli della Lazio fascisti, i romanisti di sinistra... Che idea. Pregiudizi. Per esempio, io non sono mica di destra».

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In questo pezzo si è parlato di: media, televisione, mediaset
giovedì, 27 luglio 2006

Mediaset promette un anno stellare su
Digitale Terrestre

Mediaset rilancia sul digitale terrestre, annunciando un’offerta gratuita più ricca e una serie di novità sul versante dei prodotti a pagamento. A Portofino i vertici del Biscione hanno presentato i palinsesti autunnali di Mediaset Premium, ribadendo la peculiarità del modello di business ‘misto’ fin qui proposto.

“Abbiamo già incassato più di quello che abbiamo speso e nel 2007 faremo degli utili” ha dichiarato il vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi. Coerentemente con questa linea il Biscione vuole ora spingere sui contenuti per la sua piattaforma digitale terrestre. Per l’offerta in chiaro va avanti il progetto di lanciare un canale all news assieme ad altri editori italiani o esteri. Sul fronte dell’offerta pay sono i film (al lunedì le prime visioni al venerdì le proposte d’autore), le serie tv, i videogiochi e ovviamente ancora il calcio l’architrave di un’offerta che va sempre più allargandosi alle donne e alla famiglia (grande spazio anche ai reality).
Sul versante calcio la Champions League, la Serie A (dove un accordo con La7 consentirà di vedere anche le partite in trasferta dei cinque top club) e l’arruolamento del Torino sono le novità più importanti.

Federico Di Chio, responsabile sin dalle origini del progetto digitale del gruppo, ha sottolineato la specificità di Mediaset Premium quale ‘pay per tutti’: “È una piattaforma aperta a più operatori, comprese le tv locali, con un modello pay ad alti consumi e bassi margini che ha ottenuto risultati straordinari”. Di Chio ha spiegato che nei primi sei mesi del 2006 sono stati venduti altri 600.000 decoder e che Mediaset Premium ha reso ancora più flessibile la propria proposta aggiungendo alla fruizione à la carte anche quella a pacchetto e quella a tempo. Un modello “quasi free” che secondo Di Chio asseconderebbe una italica tendenza: “Pur di avere qualcosa gratis siamo disposti a pagare”.


SU MEDIASET PREMIUM TUTTA LA CHAMPIONS LEAGUE (VISIBILE ANCHE SU SKY)

Mediaset Premium
trasmetterà nella prossima stagione tutte le 125 partite del torneo di calcio Uefa Champions League.

Su Mediaset Premium verranno trasmesse in diretta le 4 partite più importanti della serata e sul quinto canale 'Diretta Champions League'.

"Il calcio - afferma Marco Leonardi, direttore di Mediaset Premium - è il punto di riferimento della nostra offerta. Trasmetteremo tutte le 125 partite della Champions League, esattamente come farà Sky, mentre - ricorda Leonardi - la partita del mercoledì sarà sulla Rai che ne trasmetterà una sola a settimana".

Sui canali del digitale terrestre saranno invece trasmesse in diretta le 4 partite più importanti della serata, le due giocate dalle italiane e le altre due più interessanti. Al termine degli incontri saranno mostrati gli highlights e in differita le 4 partite non trasmesse in diretta. Il giovedì sera tornerà Pressing Champions League con approfondimenti su tutte le partite della settimana.

Mediaset Premium seguirà poi gli incontri di serie A di Milan, Inter, Roma, Atalanta e Torino e di altre squadre in via di definizione che rappresenteranno circa il 50% della serie A. Dal prossimo campionato verranno trasmesse in diretta tutte le partite in trasferta di Milan, Inter, Roma, Torino e Lazio, grazie a un accordo con La7.

La domenica pomeriggio si conferma il programma Diretta Premium che mostra le immagini alternate da tutti i campi della serie A (forse anche la Juve in Serie B).

Della serie B Mediaset Premium seguirà le partite in casa della Juventus.


NON SOLO CALCIO

Tutti i lunedì Mediaset Premium manderà film in prima visione assoluta, mentre il venerdì sarà il turno del cinema d'autore sempre in prima visione.

Il giovedì sarà dedicato alle serie tv "di culto". Da giovedì 31 agosto verrà trasmessa in anteprima la quinta serie di Smallville e la sesta serie dei Sopranos.

Tutti i giorni saranno poi trasmessi i provini per la settima edizione del Grande Fratello e del programma Il candidato che selezionerà un candidato fra i possessori della tessera Mediaset Premium.

Da ottobre inoltre, in occasione del 250esimo anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart verranno trasmesse 8 opere del compositore austriaco.


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In questo pezzo si è parlato di: media, televisione, mediaset, digitale terrestre
venerdì, 21 luglio 2006

Sky Italia, nuovo claim: non più "sorprese", ma sogni!

Per la stagione 2006/2007 Sky manda in pensione il suo vecchio claim “Ti sorprende sempre” preparandosi a sostituirlo con un nuovo concept impostato sull'idea di sogno, ovvero con l’invito ai telespettatori a non smettere mai di sognare.

In virtù di questo nuovo corso Sky si appresta a selezionare nuovi volti per la propria campagna pubblicitaria: tra questi ci dovrebbe essere Julia Roberts, che però pare non abbia ancora firmato il contratto.

La creatività della campagna è stata affidata all’agenzia 1861 United, mentre è ancora da scegliere la casa di produzione alla quale affidare la realizzazione dei soggetti.

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In questo pezzo si è parlato di: spettacolo, media, televisione, sky , satellite
mercoledì, 19 luglio 2006

Al via tivù, la nuova piattaforma unica del digitale terrestre italiano

Era già un’ipotesi molto probabile, da sabato scorso è ufficiale: lo switch off della tv analogica e il decisivo passaggio al digitale terrestre avverrà nel 2012. Ad annunciarlo è stato il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, intervenuto al convegno organizzato venerdì e sabato scorsi a Napoli da DGTVi, l’associazione che riunisce i broadcaster che operano sul dtt. Il ministro ha dichiarato definitivamente chiusa definitivamente la politica degli incentivi all’acquisto di decoder, invitando dunque ad un «cambio di rotta» attraverso il lancio di una nuova offerta gratuita, «più attraente e più forte», che dovrà vedere la Rai in prima linea. E il nuovo corso ha preso il via proprio da Napoli, con il varo ufficiale di tivù, una piattaforma comune del digitale terrestre promossa da Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e tv locali ma aperta a tutti gli operatori, basata su un’ offerta gratuita, con più intrattenimento, più informazione, più sport, funzioni interattive e una serie di nuovi canali. Unanime è, infatti, l’idea che il futuro del digitale terrestre passa solo attraverso l’offerta di contenuti free, anche alla luce dei dati sulla diffusione dei decoder (3,9 milioni a maggio scorso) secondo i quali il pay per view garantisce solo un contribuito saltuario e comunque non sufficiente allo sviluppo della nuova tecnologia. E così, mentre il finanziere franco-tunisino Tarak Ben Hammar, cui fa capo il multilex DFree, deve decide se aderire al progetto e nel frattempo chiede «serietà» e «pluralismo» al governo, i tre principali broadcast italiani si preparano a lanciare da qui ad un anno almeno due canali gratuiti a testa, mentre Tullio Camiglieri, responsabile comunicazione di Sky, ovvero la piattaforma concorrente del dtt, invita ad andare ancora oltre e a «trasformare DGTVi in “Italia digitale”, un’associazione aperta a tutti gli operatori, insieme al ministero, affinché tutte le piattaforme collaborino per lo sviluppo del digitale nel nostro Paese, così come è successo in Inghilterra dove è nata UK Digital». Un invito a investire sul digitale terrestre è arrivato anche da Enrico Montangero, ex presidente di AssoComunicazione intervenuto alla conferenza in qualità di presidente del Co.na.co.di.te (Comitato Nazionale per la Comunicazione sul Digitale Terrestre). «La televisione digitale terrestre, al di qua di ogni considerazione politica e di necessaria tutela del pluralismo nell’informazione e nel commercio, offre alle imprese utenti di pubblicità, alle agenzie di comunicazione, ai produttori di contenuti, agli integratori di tecnologie e alla tecnologia di rete, una grande occasione per allenare la squadra Italia alle future sfide interattive. Il Comitato, che ho l’onore di presiedere - ha concluso Montangero - sicuramente rappresenta chi è intenzionato a mettercela tutta per vincere queste e future partite coi nostri migliori giovani».
[Edifom]
 
 

mercoledì, 19 luglio 2006

Mediaset: al via nuovi canali di fiction e news

Che Mediaset sia il broadcast più interessato al digitale terrestre lo dimostrano gli 1,6 miliardi di euro (sui 2 miliardi complessivi di tutto il settore) investiti in infrastrutture, reti e contenuti nell'arco di due anni. E' logico, dunque, che ora che si apra la partita più difficile, ovvero convertire al digitale terrestre un pubblico sempre più ampio, il Biscione decida di essere in prima linea, presentando, di fatto, i progetti editoriali più interessanti e utili alla "causa", ovvero due canali gratuiti dedicati rispettivamente a fiction e informazione. Senza per questo rinunciare alle polemiche legate allo swicth off rimandato al 2012 che, secondo il presidente Fedele Confalonieri, favorirebbe editori come Rcs MediaGroup e L'Espresso, dando loro il tempo di entrare nel mercato; e senza bloccare i progetti in pay per view, che saranno ufficialmente presentati il 25 luglio prossimo e che, secondo indiscrezioni, contemplerebbero anche l'avvio di un canale di video giochi nonché un'innovativa offerta pay per time (cioè 'paghi solo per il tempo in cui vedi'). Ma Federico Di Chio, responsabile del dtt per Rti, preferisce concentrarsi sull'offerta free. "Più che un canale di fiction - ha spiegato a Daily Media - sarà una tv dedicata alle serie, siano esse italiane o straniere, soap opera, telefilm, tv movie. Il progetto è in fase molto avanzata ma la partenza è programmata in concomitanza con l'avvio effettivo della piattaforma tivù che non dovrebbe andare oltre fine anno". Il nuovo canale, il cui nome è ancora in fase di valutazione, ospiterà soprattutto repliche di titoli che appartengono alla library Mediaset, ma ci sarà spazio per testare i nuovi prodotti per capire se una nuova serie funziona o meno. Quanto al canale di news Di Chio specifica che 'anche in questo caso siamo pronti per l'avvio entro Natale', ma la partenza probabilmente slitterà al 2007, perché 'vorremmo realizzarlo in partnership con un altro editore, magari di carta stampata, che volesse insieme a noi entrare nel business dell'informazione televisiva di alto livello'. Insomma, rispetto a RaiNews 24, ovvero il competitor diretto sul dtt, il nuovo canale dovrebbe avere "un taglio più brioso, stile Sky Tg 24, con più sport, e in più le nostre grandi firme, ovvero i direttori e gli opinionisti di Mediaset".

In una piccola digressione sul pay per view e alla luce delle retrocessioni per Juventus, Fiorentina e Lazio, Di Chio parla di "un campionato di serie B molto interessante, che si tramuta in un'ottima opportunità di penetrazione per Mediaset Premium presso il pubblico delle città medio-grandi come Genova o Napoli". Infine, insieme al DVB-H tra i prossimi impegni del Biscione, il manager ha confermato il debutto nella tv su internet, in programma per il 2007, con un'offerta coerente (dalla quale il calcio è escluso) e a pagamento.
[Alessandra Marseglia per Ediform]

lunedì, 17 luglio 2006

Solo una freeview può rilanciare il Dtt

Una Freeview italiana è il progetto a cui stanno lavorando le imprese televisive e che servirà a superare lo stallo che vive la pay per view. L'annuncio è stato dato da Piero De Chiara, presidente Dgtvi che ha introdotto ieri pomeriggio a Napoli la seconda conferenza nazionale sul digitale terrestre dal tema "La televisione di tutti". Il modello paghi ciò che vedi è stato un successo, ha sottolineato De Chiara, il quale tuttavia ha anche aggiunto che «questi successi non sono sufficienti». «Accanto ad alcuni primati abbiamo accumulato, rispetto agli altri Paesi europei, anche alcuni ritardi - ha spiegato -. Non basta festeggiare, proprio in questi giorni, i 4 milioni di decoder terrestri venduti, che fanno dell'Italia il secondo Paese europeo; occorre guardare al dato degli ultimi mesi: oggi la vendita mensile del decoder in Italia è più lenta anche rispetto a Paesi che sono partiti dopo di noi, come ad esempio la Francia». La vendita del decoder, insomma, è troppo dipendente dalla stagionalità delle offerte pay, legate essenzialmente al campionato di calcio con Mediaset e La7. «La media senza contributi è 100 mila decoder al mese. Nei mesi più fiacchi si vendono solo 50 mila decoder, un numero che non ci consente né di raggiungere gli obbiettivi fissati dalle leggi nazionali, né quelli contenuti nelle raccomandazioni comunitarie. Occorre un deciso cambio di passo».
Per stare dunque al passo con gli europei, secondo De Chiara c'è bisogno di un'offerta aggiuntiva: un pacchetto di nuovi canali attraenti lanciati simultaneamente; la presenza di editori diversi anche con nuovi canali; una copertura omogenea; una comunicazione coordinata e un marchio unificante. Il futuro del decoder si giocherà nel futuro con alcune mosse precise. «Potremo affrontare la questione con successo - conclude De Chiara - se nelle prossime settimane saranno costituiti organi di governo della transizione, che coinvolgono il governo, l'autorità Tlc, i consumatori e le imprese: se entro settembre ci doteremo di un sistema di monitoraggio della diffusione dei decoder che produca numeri considerati attendibili da tutti; se si saranno trovate le risorse necessarie e si fisserà la data finale del passaggio al digitale; se il 30 novembre verrà ratificato il passaggio al digitale di tre grandi reti analogiche in Sardegna e se, soprattutto, entro l'anno sarà nata la freeview italiana».
Nell'occasione napoletana è stata presentata anche una ricerca sul digitale terrestre nei principali paesi europei, a cui si riferisce la tabella sopra. Ma da Napoli è rimbalzata anche qualche polemica: gli annunciati interventi del Governo in materia di diritti del calcio, frequenze e pubblicità fanno temere a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, che contro la sua azienda si prepari un Piazzale Loreto a rate. «Per adesso - ha aggiunto - si tratta solo di proclami, dichiarazioni e non c'è nessun atto di legge. Ma se il buongiorno si vede dal mattino...». Per il suo presidente, «Mediaset è una azienda che ha investito, che sta sul mercato e che non può dimagrire. Questo vale per noi così come vale per la Rai e per Telecom».
[.cpm]

sabato, 15 luglio 2006

Digitale terrestre slitta al 2012

Rai, Mediaset, Telecom Italia Media e tv locali si uniranno per una piattaforma comune del digitale terrestre aperta a tutti gli operatori basata su un'offerta gratuita. Più intrattenimento, più informazione, più sport, funzioni interattive e nuovi canali. Il progetto si chiama Tivù, e verrà lanciato con il placet del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che parla del 2012 come data realistica per il passaggio alla nuova tecnologia.

Intanto per le prossime settimane Gentiloni annuncia la creazione di un "organismo pubblico che funga da cabina di regia" con porte aperte non solo ai soci della Dgtv "cui sarà assicurata una posizione fondamentale come a tutti i soci dei club, ma anche auspicabilmente ad altri editori e ai consumatori". In questo modo il governo esplicherà quella "funzione di coordinamento del sistema che gli compete", ha sottolineato il ministro.

Il ministro invita tutti con forza al realismo: chiusa la politica degli incentivi all'acquisto dei decoder, anche perché vietata dalla Ue, il digitale terrestre rischia la stagnazione. Il "cambio di rotta" passa attraverso il lancio di una nuova offerta gratuita, "più attraente e più forte", che dovrà vedere la Rai in prima linea, visto anche l'obbligo da servizio universale che le compete.

Con il responsabile del digitale terresrre Federico Di Chio, Mediaset annuncia subito la nascita di due nuovi canali, uno dedicato alla fiction e l'altro all news, sul modello anglosassone, ma chiede anche "scelte politiche forti e un progetto organico" per il digitale terrestre.

Al direttore generale di Viale Mazzini Claudio Cappon, che chiede un "sano dirigismo" e definisce "scontato l'aumento del canone" per mettere l'azienda in condizioni di sostenere la nuova sfida, Gentiloni risponde indirettamente che l'esecutivo è pronto a svolgere "una parte fondamentale", attraverso il contratto di servizio e attraverso il canone.

Anche da Riccardo Perissich, presidente di Telecom Italia Media, viene ribadita la richiesta di un "percorso credibile", soprattutto se "si vogliono attirare capitali stranieri. So bene - ha detto - che le strategie sul digitale terrestre sono legate al riassetto generale del sistema televisivo: del resto, non abbiamo mai guardato con particolare entusiasmo alla legge Gasparri e al Sic, in particolare alla norma asimmetrica che abbassa dal 20 al 10% il limite anticoncentrazione per il nostro gruppo. Quello che ci interessa di più nella riforma del sistema tv è la rapidità dei tempi e la larghezza del consenso: nulla sarebbe peggio di un'altra legislatura spesa in una guerra delle televisioni. Altrimenti gli investimenti non arriveranno e il sistema resterà ingessato".

"Sull'ingresso del digitale si rischia di rimettere indietro le lancette dell'orologio e il pretesto non è tecnico". Lo ha detto il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Per Confalonieri è necessario trovare "una data ragionevole perché tutti abbiano il digitale, ma ci deve credere davvero chi governa e chi ha le redini del sistema televisivo". "Noi ci crediamo - ha assicurato - perché abbiamo messo un miliardo e 600 milioni in tecnologia, hardware e l'acquisto di diritti e così via, sulla base di una legge, questo perché c'era una previsione da parte dello Stato che risaliva a un governo di centrosinistra. Ora se tutto viene diluito e se il pretesto non è tecnico, ma quello di rimettere indietro le lancette dell'orologio e di restare nell'analogico perché in tal modo si può favorire qualche nuovo entrante".

Che gli investitori abbiano bisogno di certezze è stato ribadito anche dal finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar: "Ci vuole serietà, è necessario un percorso certo, altrimenti non è possibile disegnare business plan e realizzare nuove reti e contenuti". E ancora. "L'Italia - ha detto Ben Ammar, rivolgendosi in particolare al ministro Gentiloni - è un Paese aperto, liberale, pluralista. Non fate marcia indietro. I governi devono aiutare a costruire il digitale terrestre gratis".

Tullio Camiglieri, responsabile comunicazione di Sky, ha lanciato la proposta di "costringere i costruttori a inserire nei nuovi apparecchi tv il sintonizzatore del digitale terrestre, come sta già accadendo negli Stati Uniti". Altra proposta di Camiglieri, "trasformare DGTVi in Italia digitale, un'associazione aperta a tutti gli operatori, insieme al ministero, affinché tutte le piattaforme collaborino per lo sviluppo del digitale nel nostro Paese, così come è successo in Inghilterra dove è nata UK Digital".

Per uscire dal loro ruolo di cenerentola, le tv locali chiedono "interventi di riequilibrio del mercato analogico, favorendo gli investimenti pubblicitari anche sulle piccole emittenti": in questo modo, è tornato a sottolineare Marco Rossignoli, coordinatore di Aeranti-Corallo, "potranno essere individuate soluzioni che consentano alle tv locali di continuare ad operare e di svolgere non solo un ruolo da fornitore di contenuti, ma anche da operatore di rete".


martedì, 11 luglio 2006

I volti su cui punta l'azienda sono Bonolis, Amadeus e la Marini in un nuovo reality show


Presentato alla stampa
il nuovo autunno di Mediaset


L'autunno delle reti Mediaset è denso di appuntamenti. Ci saranno i reality, i game show, ma anche tanti telefilm, la fiction e i quiz. Il reality condotto da Barbara D'Urso, Circus, è il fiore all'occhiello della prossima stagione insieme a novità come il game show di Bonolis-Laurenti e il Buon pomeriggio di Costanzo. Ritroveremo i vecchi appuntamenti: Matrix, C'è posta per te, Verissimo, Forum e Paperissima e l'immancabile Striscia.

Nella prima serata di Canale 5 Cultura moderna di Mammucari manterrà la collocazione preserale, ma andrà in onda solo alla domenica per lasciare il posto durante la settimana all'inimitabile Striscia la notizia. E sempre di domenica in prima serata sarà in onda Circus, il reality condotto da Barbara d'Urso a cui parteciperà anche Valeria Marini che ha firmato l'esclusiva con Mediaset per un anno e mezzo. Game show per la coppia più scoppiata della tv Bonolis-Laurenti al martedì sera, mentre il mercoledì e il giovedì lasciano il posto alla fiction: tra le altre troveremo L'onore e il rispetto, Codice rosso e I Cesaroni con Claudio Amendola. Il venerdì sarà il giorno di Maria de Filippi con Unan1mous e di Paperissima, mentre al sabato torna l'amatissimo C'è posta per te.

La seconda serata di Canale 5 vede il ritorno di Terra! di Toni Capuozzo collocato come sempre alla domenica, mentre Il senso della vita di Bonolis rimane confermato al giovedì e raddoppia al lunedì. L'informazione e l'approfondimento di Matrix di Enrico Mentana sarà presente ogni martedì, mercoledì e venerdì, mentre il sabato l'appuntamento è con l'inossidabile Nonsolomoda affidato alla conduzione di Silvia Toffanin.

Le novità del day time di Canale 5 riguardano il pomeriggio e il preserale. Nella fascia precedente il Tg5 dal 4 settembre parte un programma preserale condotto da Amadeus, mentre l'informazione della testata giornalistica di Canale 5 si arricchisce di una edizione del Tg5 che sarà in onda tutti i giorni alle 17. Maurizio Costanzo approda al pomeriggio con Buon pomeriggio dal 18 settembre, mentre tutti i sabati dal 23 settembre torna Verissimo. Novità anche per Buona domenica condotta da Paola Perego.

Per quanto riguarda la fiction troveremo Codice rosso, con Alessandro Gassman e PietroTaricone, Distretto di polizia 6 in 13 puntate da lunedì 11 settembre con Claudia Pandolfi, La freccia nera con Marina Stella ed Ennio Fantastichini da dicembre in 6 puntate, I Cesaroni dal 12 ottobre con Claudio Amendola ed Elena Sofia Ricci, Il ladro di giocattoliGerry Scotti e Lino Banfi a dicembre, Nassiriya a novembre con Raoul Bova, L'onore e il rispetto dal 6 settembre in 6 puntate con Virna Lisi, Giancarlo Giannini, Gabriel Garko, Serena Autieri e Manuela Arcuri. con

La prima serata di Italia 1 vede una nutrita presenza di telefilm. Si comincia dalla domenica sera con Dr. House medical division, mentre al lunedì troveremo il reality The beauty and the geek ovvero La bella e il cervellone condotto da Federica Panicucci a partire da settembre, seguito da Distraction condotto da Teo Mammucari da novembre. La serata di martedì sarà dedicata ad un film, mentre al mercoledì doppio appuntamento con i telefilm The OC e Smallville. Giovedì torna la comicità della Premiata Teleditta da settembre seguito dalle IeneC.S.I. Miami e al sabato un film per la famiglia. Da dicembre torna in prima serata il telefilm Grey's anatomy. in onda da ottobre. Venerdì è la volta del seguitissimo

La seconda serata di Italia 1 vede protagonista il calcio alla domenica con Controcampo diritto di replica. Lunedì e martedì Maurizio Costanzo sarà al timone di Altrove dal mese di ottobre. Al mercoledì troveremo Raw seguito da Altrove in terza serata e al giovedì e venerdì rispettivamente i telefilm The shield e Prisonbreak seguiti ancora una volta da Altrove di Costanzo. Sabato dedicato allo sport con Guida al Campionato con la terza serata segnata da Saturday nightlive. Previsto anche l'arrivo del telefilm The closer.

Per quanto riguarda le trasmissioni sportive non mancheranno: Controcampo ultimo minutoMotoGp; Guida al Campionato; Domenica stadio ogni domenica pomeriggio. che segnerà il pomeriggio della domenica dall 18:30;

Grande spazio dedicato ai teenager con quattro nuove teen soap: Ned, Instant star, Zoey 101 e Sleep over club. E gli attesissimi cartoni animati: Naruto, Keroro, e le nuove avventure di Spongebob.

Nuova sit com che ha come protagonisti i Luca e Paolo delle Iene e di Camera Cafè intitolata La strana coppia ispirata alla famosa commedia di Neil Simon.

La prima serata di Rete 4 vede protagonista il cinema nelle serate di domenica e lunedì, la fiction Il giudice e il commissario al martedì il talk show di Irene Pivetti al mercoledì, Il quiz di Mike Bongiorno Il migliore al giovedì seguito da Vite straordinarie condotto da Elena Guarnieri. Il venerdì sera è ancora la volta del cinema, mentre il sabato sera è dedicato alla serie del Commissario Cordier.

Nella seconda serata di domenica c'è il cinema, mentre durante la settimana ampio spazio all'approfondimento con L'antipatico dal lunedì al venerdì. Al sabato, invece il telefilm Law and Order: unità speciale.

Nella terza serata: cinema festival alla domenica, Law and Order: unità speciale al lunedì, il telefilm 24 al martedì, i bellissimi di Rete 4 al mercoledì, mentre al giovedì Appuntamento con la storia. Il venerdì tornano i Bellissimi di Rete 4 e al sabato la rubrica di apporfondimento giornalistico Kosmos.

Tra i film in programmazione su Rete 4 troviamo: Master&Commander con Russel Crowe, Alì che celebra la vita del grande boxeur Cassius Clay, Agents secrets con Monica BellucciVincent Cassel, Sotto corte marziale con Bruce Willis, Secret window con Johnny Depp e John Turturro, The missing di Ron Howard con Tommy Lee Jones e Cate Blanchett, Godsend con Robert De Niro. e

Abbondanza di serie televisive come i classici Colombo, Perry Mason e tra le novità Il giudice e il commissario e il thriller Dolmen, grande successo tra il pubblico e la critica. E ancora Bones dove un'affascionante antropologa collabora con un agente dell'Fbi.


venerdì, 07 luglio 2006

LIBERANTI

La prima docu-fiction ambientata nel carcere di Rebibbia



Se c’è un luogo in cui si parla molto di libertà è il carcere proprio perché in quel luogo la libertà è assente. Qui alla libertà non si attribuisce un significato simbolico; qui la libertà è espiazione, ricordo e infine agognata riconquista.


Ogni mercoledì alle 21.55 FOXCRIME (canale 112 di Sky) presenta in anteprima assoluta “Liberanti” la docu-fiction scritta da Matilde D’Errico e Maurizio Iannelli con la collaborazione di Paolo Santolini girata nel carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso. In 10 puntate, Liberanti racconta il passaggio di un gruppo detenuti dalla vita dietro le sbarre alla libertà, l’impatto di ognuno di loro col mondo esterno, l’attesa, la trepidazione per quel fatidico giorno.
 
Francesco, Raimondo, Luca e Andrea sono alcuni dei protagonisti delle puntate. Dopo un lungo periodo di detenzione stanno per uscire dal carcere di Rebibbia. Uomini che hanno pagato il loro prezzo alla giustizia, ma non sono ancora del tutto liberi: sono appunto dei Liberanti.
 
La serie ripercorre i loro ultimi giorni di detenzione, i sogni, le paure e le aspettative di questi uomini sospesi tra la vita del carcere e la vita esterna. Le telecamere accompagneranno ogni “liberante” fino alla soglia della “porta carraia” di Rebibbia, l’enorme portone di metallo che si chiuderà alle loro spalle, e seguiranno la ripresa della vita fuori dal carcere, le tentazioni del passato e le difficoltà del reinserimento in società.
 
Al centro del racconto c’è anche la vita dei detenuti nella propria cella. Fare un nodo particolare alle lenzuola perché sul letto della propria cella si vive tutto il giorno, cucinare gli spaghetti con un fornelletto a gas, fare una partita a briscola, poter fare la spesa in alcuni giorni della settimana, scrivere una “domandina” anche solo per l’acquisto di un profumo. Gesti quotidiani che raccontano bene cos’è il carcere.
 
Con un profondo senso del rispetto che sempre si rivolge a chi soffre nell'anima (così come a chi soffre nel corpo), Liberanti presenta la realtà della vita carceraria senza però lasciare traccia di quella ambigua diffidenza verso chi ha sbagliato.


mercoledì, 28 giugno 2006

Rai: tanta euforia, ma il progetto?

La presentazione dei palinsesti autunnali della Rai che si è svolta nel week end scorso a Cannes (io non ho mai capito perché proprio a Cannes ma prima o poi qualcuno me lo saprà spiegare) ha suscitato non solo interesse e soddisfazione, ma entusiasmo, euforia e momenti di vera commozione. I motivi di un simile clima sono più che comprensibili. Siamo di fronte a una svolta storica. D'altronde nelle vicende di questa strana azienda in questo strano paese, le svolte storiche abbondano. Una ogni cinque anni è garantita, ma di solito si riesce a farne anche qualcuna in più; il che, per essere una roba da consegnare direttamente alla storia, è davvero da record. Ma questa volta a dare un bell'aiuto alla portata storica del cambiamento ci ha pensato la cronaca, la più bassa delle cronache, quel misto di nera e rosa che, proprio in questi ultimi giorni, ci ha spiattellato l'immagine della Rai del centrodestra come una grande "vallettopoli". Una parentesi: ma chi riuscirà a spiegare ai brillanti giornalisti coniatori di neologismi, che il suffisso "poli" di origine greca indica una città, un agglomerato e non ha in sé connotazioni negative o spregiative? Per cui "calciopoli" non designa affatto un calcio corrotto e quindi non significa nulla e "vallettopoli" può al massimo far pensare a un'eccessiva presenza di vallette, senza escludere che possano essere capaci e meritevoli.
Ma torniamo al dunque, alla svolta di Cannes che ha trovato proprio nel confronto con la cronaca degli ultimi giorni sufficienti autorizzazioni per proclamare la sua novità, la sua differenziazione, il suo cambiamento rispetto al passato. È finita, dunque, non solo la Rai di centrodestra che tanti proclami aveva fatto nel momento del suo arrivo e che quasi nulla ha realizzato, ma è finita contestualmente anche la Rai delle Gregoraci, delle carriere raccomandate e concusse, dell'immoralità sistematica, una Rai spesso vincente ma sempre brutta. E il segno di questo voltar pagina è rappresentato, più che dall'avvento di facce nuove, dalle garanzie offerte dal ritorno di figure carismatiche, di personaggi al di sopra di ogni sospetto sia sul piano professionale che morale, al massimo dalla conferma di alcune recenti scoperte. Garantiscono dunque qualità e moralità Morandi, Baudo, Benigni, Santoro, Cornacchione e la Hunziker sottratta alla frequentazione di cattive compagnie. E si può forse non essere d'accordo? Certo che no, certo che la Hunziker è meglio della Gregoracci, Santoro è meglio di Socci, di Masotti di La Rosa messi insieme e Benigni è il meglio di tutti.
Ma una riflessione, un dubbio, non per fare i soliti guastafeste, forse è meglio proporlo subito. Il dubbio riguarda quello che c'è dietro o meglio, come si diceva una volta a monte. La Rai, l'abbiamo detto mille volte ma evidentemente non basta e allora meglio ripeterlo, non manca solo di qualità e talvolta di moralità, manca di un progetto, di un'idea di televisione condivisa e verificata in concreto, di un comune sentire su cosa significhi essere azienda e al contempo servizio pubblico, che non si trasformi in uno slogan buono per un convegno ma in una linea editoriale, in stile, in linguaggio, in riconoscibilità, in identità vera e non solo autocelebrata. Quello che ora serve, per una svolta decisa - se poi è storica meglio - è una Rai che mostri in ogni momento della sua programmazione che ciò che mette in onda è il frutto di un discorso preventivo generale sulla televisione, sulla società, sul pubblico, che lasci intravedere che dietro ai programmi qualcuno ha passato al tempo a farsi domande, a ragionare, a discutere sul perché e il per come e anche il per chi, che ci si è chiesto davvero e non per citare "quelli della notte" da dove veniamo e dove andiamo con la televisione. E per far questo non bastano Morandi, Cornacchione e neppure Santoro e neppure il genio di Benigni a meno che gli si voglia affidare tutta una rete. Forse per far questo o almeno o per cominciare a muovere i passi sulla strada giusta, più che Baudo o da Fiorello (che vanno benissimo, dopo) sarebbe meglio partire da (e con) chi sulle grandi domande sul "dove andiamo?" ha rivelato di avere qualche sua idea e magari anche qualche risposta concreta, un progetto. Qualcuno c'è, fuori e dentro la Rai.
[.com]

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